Presentazione

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Marco Galvagni è nato a Milano il 30/1/1967. Risiede tuttora a Milano.

Nel 1985 ha conseguito la maturità classica per poi iscriversi a Lettere Moderne all’Università Statale di Milano, dove è rimasto un anno per poi trasferirsi alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Pavia, dove è rimasto un altro anno. Intanto ha seguito le lezioni della Facoltà di Psicologia di Padova.

Sono sinora sei i libri di poesia pubblicati, reperibili su ibs e Mondadoristore.

Nel 2001 Nel labirinto, Montedit, secondo al Premio Nazionale Emma Piantanida, Legnano (MI) 2002. Commento 5/5 su ibs.
Nel 2002 L’arcobaleno, Montedit, secondo al Premio Nazionale di Poesia alla memoria di Maria Grazia Spitalieri, Piombino, (LI) 2003. Menzione d’onore al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Pinayrano, Pino Torinese (TO), 2003.
Nel 2003 Nel germoglio vergine, Montedit, vincitore nel 2004 del Premio Nazionale Falesia, Piombino (LI). Terzo classificato al Premio Nazionale di Poesia Le nuvole-Peter Russell (NA), 2005.
Nel 2010 il libro pubblicato con ilmiolibro Il gomitolo dei sogni, quinto classificato al Premio Nazionale di Poesia Le nuvole-Peter Russel, (NA) 2010.
Nel 2016 è uscito Profumo di vita, CTL Editore. Commenti 5/5 su ibs e su Amazon.
Nel 2018 Gocce di stelle, CTL Editore.

Per la poesia singola segnalato nel 1982 al Premio Internazionale Mosè Bianchi con la poesia Autunno umano.
Vincitore nel 2000 e nel 2002 del Premio Age Bassi di Castiraga Vidardo (LO) rispettivamente con le poesie Via Mario Pagano e Il silenzio acuto del mattino.
Nel 2001 vincitore del Premio Vernato Arte con la poesia religiosa Non conosco la mano, premio di 2.000.000 di lire.
Nel 2002 quinto classificato al Premio Internazionale Olympia Città di Montegrotto (PD), con la poesia Un volo di rondine.
Nel 2004 secondo classificato sempre al Premio Internazionale Olympia Città di Montegrotto (PD), con la poesia L’orgoglio dei vivi.
Nel 2010 segnalato al Premio Nazionale Città di Corciano (PG) con le poesie L’arcobaleno, Il silenzio acuto del mattino e Le note della vita.
Nel 2015 segnalato al Premio Campodipietra per la poesia, Jelsi (CB), con la poesia Il pescatore.
Nel 2016 ha effettuato per ora reading poetici al Verseggiando sotto le stelle di Izabella Teresa Kostka a Milano, al Festival della poesia in cortesia di Rita Pacilio, San Giorgio al Sanno (Benevento), al Binari in Versi di Roberto Marzano, Genova e al Teatro Filodrammatici di Milano presso Giuseppe Conte e presso La casa delle Artiste che gestisce la Casa di Alda Merini, Via Magolfa 32, Milano.

Dieci sue poesie sono state pubblicate dalla rivista Poesia.
Alcune sue poesie sono state recentemente pubblicate dalla Rivista Liburni Arte e Cultura.
Autore di saggi critici sulla poesia.

Per consultare la documentazione relativa ad alcuni premi vinti

Poesie pubblicate su www.pensierieparole.it

 

http://marcogalvagni.scrivere.info/

10 thoughts on “Presentazione

  1. Gli amori, i luoghi, i ricordi si fissano nei versi di Marco Galvagni. Un tono confidenziale, piano, che cerca nel brillare delle stelle un riflesso del proprio cammino.

    D. Cipriano

  2. Con un linguaggio semplice e voluto Marco ci porta in viaggio nel suo mondo che sempre più rifiuta il mondo industrializzato privo di sentimenti e scopre invece la poesia della natura e dei suoi abitanti.
    Marco Ribani

  3. Se la poesia è interazione tra l’universo materiale e quello interiore, in Marco Galvagni questa tangenza si fa osmosi, emblema rivelatore di un sentire in presa diretta che tutto annette, tutto assorbe, tutto decifra e scruta.Un ispezionare la realtà con risultati di grande suggestione.Uno stanare e un celebrare la bellezza che pulsa nelle stelle, nei soli, negli aceri, nei ruscelli…Il dettato espressivo è consegnato a toni distesi e pacati nella colorita accentuazione dell’Io lirico.E negli interstizi del rapporto d’amore, Marco rinnova fremiti e tumulti con vibrante intensità.L’incremento della funzione simbolica del linguaggio è la spia che l’autore si colloca ben oltre la perimetrazione del visibile.

  4. La poesia di Marco è emblematica per la sua rilegatura interiore e la coesistenza al mondo esteriore. Importante per Marco è il colore, e come un cromoterapeuta fa muovere il lettore alla ricerca di se stesso. L’amore è sempre metaforico e immutabile, ciò mostra Marco colla sua poesia e ci fa riscoprire l’eterno

  5. Felicitazioni, anche per questo sito in cui racchiudi la tua esperienza poetica fatta di linearità, sincerità e passione. I migliori auspici anche per i progetti, le collaborazioni e le pubblicazioni prossime venture.

  6. Il mondo deve salutare sempre con rispetto e gratitudine chi si accolla il compito difficilissimo di trasmettere agli uomini un messaggio di speranza, di pace e di amore come quello che emerge attraverso la poesia, che non si esaurisce, beninteso, nemmeno in questi doni. Auguro a Marco un felice percorso e un lavoro prezioso.

  7. La ‘vocazione’ poetica di Marco Galvagni emerge come una straordinaria scoperta dettata dall’esperienza; i suoi versi sono uno strumento modulato per raccogliere e fissare voci ed emozioni. Si evince dai versi che la poesia per questo poeta rappresenta la sua esperienza, attraverso nuovi squarci, nuovi aspetti inconsci, che arrivano a chi legge.

  8. La poesia di Marco Galvagni è un viatico verso la sua vita interiore, una lente appoggiata sul mondo, un continuo respiro di emozioni malinconiche e fedeli al cuore. Versi che nascono come istanti preziosi, gemme di sentimento, unici pensieri di un’anima nobile.

  9. La poesia di Marco, garbata ed elegante, rivela un raffinato tentativo di trascendere la parola, restandone al tempo stesso intimamente dipendente, come dimostra la sofisticata ricerca linguistica che si cela nei suoi versi. Punto di forza è certamente la delicatezza con cui riesce a trattare le tematiche a lui care e l’originalità della scelta lessicale. I migliori auguri per future collaborazioni e sperimentazioni.

  10. Conosco le poesie di Marco Galvagni da più di dieci anni; ma, naturalmente, ho letto con attenzione tutte quelle postate in questo bel sito e ne ho tratto la stessa impressione positiva di sempre.
    Leggendo le poesie di Marco, ci si trova in un mondo nuovo e antico al tempo stesso, dove riflessioni e descrizioni sono immagini che toccano tutte le gamme di sentimenti e di situazioni esistenziali, con uno sguardo profondo e delicato assieme, che evoca momenti, in cui chiunque vi si possa ritrovare, cogliendo simboli del proprio vissuto. Del resto il linguaggio dell’anima non conosce confini, è universale e senza tempo.
    Ogni poesia è quasi un’indagine psicologica, uno scandaglio interiore, un viaggio non dal presente nel passato, ma dell’attualizzazione di questo in quello, in cui ci sono i sentimenti intimi, le emozioni, i drammi reconditi, le passioni, anche dello stesso autore, che, però, ha saputo dare un respiro universale alle sue tematiche e ai suoi sentimenti. Infatti ogni poesia non è un’opera a se stante che si sofferma nella mera descrizione di stati d’animo emotivi, ma è parte di un insieme legato da un etereo filo comune, che le lega tutte assieme, puntando decisamente alla ricerca dell’armonia nella nostra vicenda esistenziale.

    E’ una poesia tenera e spontanea, quella di Marco, con liriche colme di raffinatezza d’immagini e di colori, che rivelano un mondo ideale, quasi sognato, che conduce verso fughe, dentro sogni, attraverso la rivisitazione emotiva di alcune riflessioni ed immagini, che hanno stimolato la sua fantasia creativa. Reale e ideale si fondono così in questa poesia vibrante, che può dirsi acronica, ascrivibile ad ogni età, fruibile sempre da chi non ha dimenticato la lacrima o il sorriso.
    Si sente che l’autore conosce i misteri che rendono musicali le parole, conosce i segreti delle parole stesse e sa come si possa una parola trasformare in poesia. Sembra, infatti, che il poeta lasci che le parole si pieghino come spighe di grano all’amore per la poesia e si facciano onde calme, che si adagiano sulla riva dopo avere attraversato mari in tempesta.
    Gli istanti fotografati dalla mente, le impressioni e i sentimenti fortemente sentiti e rimasti nell’anima indelebilmente ci danno una poesia in cui l’autobiografismo si liricizza in immagini lievi, in un connubio fra materia vissuta e materia contemplata, quasi in un’analisi sul superamento della realtà sensibile, a favore di una comprensione molto profonda della stessa realtà, arrivando alla comprensione di un Tu, che nella poesia si svela un interlocutore altro-da-sé, riportando quindi l’intera composizione ad una dimensione dialogica e non solo intrapsichica.

    L’autenticità del sentire si realizza in una forma immediata, che cerca, nel contempo, di conciliare tradizione letteraria e linguaggio moderno, con soluzioni di ottimo livello.
    E’ una poesia che riesce a comunicare il proprio messaggio attraverso immagini e metafore fresche e musicali, che si affidano ad una comprensione analogica del significato, che dia ai lettori il modo per apprezzare la profondità di un così profondo sentire.
    La sfida che si propone l’autore non è da poco, perché il suo linguaggio cerca una consonanza diretta con il subconscio, cercando un’aderenza immediata fra parola e ispirazione.

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