Verrai a me

Sa di luna e di gigli
la tua pelle di seta bianco ciliegio.
La luce degli occhi
un tremore azzurro di attonite stelle.
I tuoi capelli
le spighe d’oro dei prati d’aurora.
La tua anima di brina un fiocco di purezza.
Verrai a me, astro iridescente,
con l’odore della prima neve
tracciando nei solchi d’ogni sogno
un’idea di libertà,
danzando nella corona della Luna in un sorriso
con un volo di farfalla innamorata
e sarà un arcobaleno di musica
ogni notte accanto alla rugiada
del tuo corpo perso nei sospiri d’una danza.

Non tremare

Non tremare, nella notte senza stelle,
con la foglia appassita del tuo ricordo
mentre s’annida nei giorni un silenzio di piombo,
un muro di sogni nefasti per cuori di pietra
e i miei occhi sono due cani all’inferno
bagnati dai raggi di luce del tuo sorriso.

Ho sete di canti nuovi

Ho sete di canti nuovi
puri e candidi come la neve
figli di notti senza luna né gigli
a colorare l’anima d’ebbre risate.

Amo la notte e il suo profumo
veleggiando attonito in un mare di luce,
i nuovi canti increspano sonni tranquilli
nell’onda alta solcata tra i sogni.

Sete di stelle senza rivoli d’ombra
tra i sospiri del vento sulle tegole
baciando la tua pelle di miele
e la rugiada delle labbra di seta.

Sorride il cielo ai tuoi occhi d’argento
ed i miei canti per te sono un volo d’airone
lanciato nei solchi del mistero
in teneri grafemi d’amore rosso papavero.

Sei nella treccia rosa

Sei nella treccia rosa
d’ogni sillaba d’amore
pennellata in grafemi
nel cielo dei pensieri
in questa notte di Luna
dove l’alito d’ogni tuo pensiero
scalda la stanza vuota
che arde di passione per te,
mia unica stella
sortita in una notte lontana
ed ora alla vetta delle praterie planetarie
come l’astro che abbaglia i viandanti attoniti.

Il cerchio della vita

Una falce di Luna che occhieggia gentile
illumina il turbinio di passioni di anni
e, fra le stigmate rapprese nel loro fluire,
lenta si dipana la matassa degli eventi
nel transitare farfugliando su questa terra-
ora madre e guida d’altri destini-
agganciati con un uncino a chimere
di tempi andati accesi d’opulenza
mentre il cerchio della vita stinge
e, in un assedio di spezzate illusioni,
a noi non resta che la scintilla d’un uragano
di passioni ad illuminare l’umano cammino.

Occhi stanchi in un silenzio di stelle

Occhi stanchi in un silenzio di stelle,
occhi senza palpebre rivolti ad un cielo di dolore
mentre la notte scorre piatta fra chimere
ed una Luna chiara sorride impertinente-
la medesima falce azzurra del tuo sorriso
tempi di albe dorate allietate da un cinguettio di merli.

Un’assenza del respiro

Nel mio cuore di dolore
c’è un’assenza del respiro
quando sorge luce d’alba,
son vivai di nostalgie le distanze
e son stelle senza occhi
i sorrisi dell’amore.

Le tende dell’ombra

Le tende dell’ombra
son calate sotto i denti della Luna
in quest’immoto universo senza stelle
dove tu mi manchi, dove mi appartenevi
come una rondine innamorata
si rifugia nel nido sotto la pioggia.

Canta la tua voce azzurra:
“Eri il piccolo fiore della mia terra,
sei svanito in un cono scuro,
hai lasciato volar via la tua farfalla-
ora volteggia annegando nell’aria
come un ramo secco e stanco.”

La pazzia

Oggi la pazzia
è il male quotidiano di vivere.
E’ il gatto di marmo
dalle sette vite
che ghigna beffardo.
E’ la noia, la noia,
i rintocchi d’un vecchio
orologio a cucù
che canta le ore della notte,
il silenzio franto
dallo sferragliare della ferrovia.
La pazzia
è il cane sciolto,
il nodo mai risolto,
l’anello cruciale
che sta nell’intimità
nell’essenza delle cose del mondo

I brividi del cuore

Starti vicino,
accarezzarti la pelle
e respirare il tuo profumo
per perdermi in te
e sentire i brividi del cuore
che va veloce
come i pensieri d’amore
al tepore della luce
del sole d’un’aurora che brilla
come il tuo volto candido
dopo la notte di piacere.