Il varco luminoso nella nebbia

Il nocciola vivo dei suoi occhi
e la sua voce dolce e ferma
sono l’acqua di cui dissetarmi
quando il Sole arde il sentiero.

La marcita di foglie gialle
giungerà in un lasso breve,
le calpesteremo gioiosi,
uniti verso i fiocchi.

Un lume raggiante di sentimento
della tiepida primavera di tulipani,
diventerà luce accesa nell’aria autunnale,
due cuori che battono insieme nella sorte.

E nel cielo magico di S.Lorenzo,
bagnato dalla pioggia celeste,
osserverò il cielo con aria incantata
e la stella più splendente sarà lei.

La stagione profumata d’azzurro
terminerà, sarà un autunno incipiente
e, avvolto in cespugli di nebbia,
il varco luminoso sarà dischiuso da lei.

 

La musica d’un canto

Dopo che ha danzato il crepuscolo
si stagliano nel buio i suoi lineamenti
ed è la pioggia di pace dei sensi
intravedere la rosea aurora con lei.

Ma scende nel pozzo degli anni a venire
il setaccio dei giorni
e vedo gli acini dei suoi occhi
che appassiscono sulla vite ramata.

Sono colto da una fitta nel petto
e, in una notte cupa, le gocce sui vetri
recitano una preghiera
che sia un canto all’unisono:

che il merletto lunare che agghinda
il fantasma della solitudine
si spenga per entrambi nella polvere,
scendendo insieme nella valle silenziosa.

Mentre i chiodi delle stelle son conficcati
come punture, i suoi sinuosi fianchi
di miele smorzano i pensieri inquieti
ed allora ne colgo il fiore: lei è musica.