Tre rose

Sospirano viole nel gomitolo del primo raggio,
tu sei l’unico fiore tra le lenzuola, viva
la memoria dei tizzoni della notte, persino il camino,
acceso da fuochi d’antica passione, più d’ogni stella
illumina le pareti della stanza che tu hai scosso di gemiti,
silenzioso l’oro del sole ha bagnato le tegole del tetto.

La pronuncia dell’alba si preannuncia azzurra, fiori
lievi baciano l’aria, tu sei l’unica viola del giardino,
una viola di stella, t’avvolgi d’un’antica memoria
sottendendo nel velo nocciola degli occhi un’idea,
un antico monito, ora albero dalle cascate di foglie,
lago, cielo di luna sognante all’occhio diamantato del giudizio.

Scorre in abbandono nel rosa del dì l’universo dei pensieri,
felicità è sentire la tua mano nella mia, cantare con te
tra i pruni del bosco, strappare in un sorriso un ciclamino
ponendotelo sulla seta della veste all’occhiello, abbandonarsi
nel dolce sogno d’una vita comune, un focolare e due guanciali,
sogno, mio sogno da quando incrociai i tuoi occhi in una casa straniera.

L’universo stellato ci attende, persino la luna nel cielo offre una falce,
noi su quella riposiamo stendendoci, poi facciamo all’amore in una macchia,
le pianure sono il mare dei nostri pensieri che volano all’ultima stella.
Nella prossima aurora ti donerò tre rose dei pensieri: una per ornare il nostro giardino,
una per ricordarti che lì sei l’unico fiore e una da far volare
nell’universo blu per profumare d’amore quell’ultima stella.

Un cigno

Stamane, rose d’aurora profumano drappi di nuvole,
tu sei come il sole che sopra d’oro vi brilla –
un cigno perso in pupille di lago, acqua chiara
appartenente ad un’antica memoria di cielo
nella costellazione azzurra d’ogni desiderio,
due passi con te dal primo fiore all’infinito.

Eri passata nella sera luminosa e chiara, luna,
il sorriso scolpito sotto le fossette, rosse
d’un’emozione d’amore, il tuo nei gemiti
dipinti ad accendere il buio del silenzio
straripava nelle lenzuola fra le stelle, tu astro
nello sgargiante arcobaleno d’un’elegia di voglie.

Ora t’attende il tappeto d’ogni via, un tappeto d’oro
s’intarsia di luce fiera, quando tu passi
io ti venero poichè, se ogni passante ti lusinga,
tu, innamorata, volgi a me il mare degli occhi,
io nel velo nocciola mi perdo confuso, occhi d’anima –
i fili d’oro dei capelli fluttuanti nel vento, trecce di sole.

Tornerà, sui vetri ombreggiati dalla fuliggine del camino
l’acqua fresca di baci della sera, pioggia ad aghi sottili,
noi ubriachi di felicità, nel buio della notte scintille d’ebano
i nostri pensieri accesi d’amore – tu saluterai le mie carezze
fra le tue cosce bianche e snelle sospirando in una nuvola –
mi sveglierò al suono di campanelle dei tuoi bracciali.

Schegge di stelle

Quando fra schegge di stelle risuonano campane d’aurora
mi desto nel gomitolo di lenzuola del primo raggio,
c’è un velo di nebbia nel cielo dei desideri,
noi in un cantiere d’amore come in ogni alba
figli d’un destino errante dalla pronuncia naif,
palme sorridenti s’un isola in un deserto scritto.

Ecco che trionfa l’azzurro, balena come una domanda
in un’acqua di gioia, ognuno lieto del proprio destino
vivida ancora l’emozione delle carezze notturne
esulì in un verde canneto nel lago di fango predisposto
come i cantori di meraviglie universali,
io della tua nella dolce ebbrezza di starti accanto.

E’ un armonico concerto d’idee che si staglia
nel sorriso cangiante del sole, io perso nei tuoi canti di voce,
la musica sottile della tua anima espressa in drappi
nell’immobile fiamma della calma del cielo
solo tu la rosa più profumata del bosco
allietato persino da dolci effluvi di pruni e ginestre.

Tu mi piaci perchè ogni dolce pensiero è sotteso,
sgorga ripido come un ruscello tra i sassi dell’impazienza
e viene a valle in una possibilità che si fa mare
in cui nuotare come una benedizione, acqua di tedio franta
dalla prima volta che incrociai i tuoi occhi in quella casa
dove soffiammo insieme sulla brina dei vetri, in un’idea di libertà.

Un sorriso

Transita la notte inquieta,
tu accanto a me assopita
con la pelle liscia d’ uva saporita-
arde flebile la lampada sulla veranda
con la fiamma scossa da un leggero vento,
cinge in un abbraccio i rami spogli e i tuoi capelli frumento.
Ti rivedo nel viso della luna ed è come se tu mi guardassi
aprendo le boccette di qualche verità segreta
mentre scarabocchio questi segni nella penombra
seguendo il parto misterioso del filo dell’inchiostro-
s’incide come un diamante nella filigrana
come la prima sera di labbra umide
quando, in una schermaglia di cielo di stelle in attesa,
mi lasciasti sulle labbra l’eredità d’una cicatrice d’amore.
Tu, che sei la mia dea ramata nelle rose dell’aurora,
nell’arancio del tramonto, a ogni sospiro di brezza
accogli lo specchio dei miei desideri-
a volte riluce come una fotografia contrastata
sotto l’edera delle stelle, a volte si spegne
smorzando i miei sussulti, lasciandomi in eredità
una scacchiera della vita con solo te, mia unica regina.
La mia preghiera è di aprirti sempre in un sorriso,
te che fai luccicare le scaglie del mare delle notti.
Quando le mie pennellate sognanti non lo dipingeranno
giungerà l’incantesimo maligno d’un elfo
e, soprattutto se sarai triste, qualcun altro scorgerà
l’iride dell’arcobaleno stagliarsi sotto il sole del tuo sorriso.

Idioma d’amore

Ogni soffio d’aurora ebbra di raggi
annaspo tra le coperte nel tuo profumo,
accarezzare la tua pelle è mio idioma d’amore
lieto della tua brace la notte trascorsa accanto,
un’emozione il tuo sorriso tra le stelle del mattino,
un canto le idee tradotte in voce, musica dei pensieri.

Parli la lingua dell’universo, come una cometa
corri e passi lasciando universi di assenza
m’attanaglia il dubbio, io che sono rivoluzione,
orbito nell’universo dei tuoi pensieri,
sei il sole che accende le scintille del giorno
nella magia di questo mattino, luce sognante.

Ami il lusso, camminare bagnata da carezze
negli sguardi di passanti inquieti, ti stenderò
un tappeto d’oro ovunque tu passi, dea ramata
di passione le notti ardenti, dal velo di sogno
scolpito in ogni pensiero nella luce del sole,
agile compagna, terra in cui protendere il passo.

S’accende in ogni crepuscolo l’idioma d’amore,
il sole è un fuoco di meraviglia, giudica l’attesa,
tu accendi i silenzi nel buio mormorando,
è un canto sommesso, un canto universale,
l’apoteosi d’anime, lo scandire i passi d’una storia
carica di leggende sortita all’azzurro per magia.

No, amore mio no

Nei raggi bagnati d’azzurro
scintilla il sole della tua chioma frumento:
è un bagno profumato che ti scalda
ardendo dell’immensità dell’incenso,
è l’anello d’oro del tuo cuore spaurito,
la pronuncia delle nubi nell’alba.

In quest’immobile riva, scintilla la fiamma del cielo
ed i tuoi occhi sono lo specchio d’argento
dello scorrere delle verdi acque dei tuoi pensieri
ma cos’è che ti rattrista?
Forse che tutto sortisca di luce immanente
nel guanciale blu delle stelle?

No, amore mio no, la pioggia di questo incantesimo
perdurerà a brillare di luce scarlatta
in un gomitolo di lenzuola, accarezzati dalle fusa del soriano,
tu sei candida come la tua anima di neve, blu
come il filo dei tuoi pensieri nel tepore del mattino,
rosa come i capricci delle tue idee.

E in questo fiume si leva sonora la musica d’un arcobaleno,
ha le cromature sottili dei nostri pensieri,
su di noi nuvole striate di seta, al centro vi è un’isola
con un verde prato fiorito in cui si levano aurore di merli,
fiume che scivola in sereno abbandono
ora che grazie al tuo sorriso s’è franta a monte la diga d’ogni ricordo.

Astro del silenzio

Astro del silenzio,
apparso una notte d’aghi di pioggia
scendendo da una guancia della luna –
riposavi pensosa in un mare, uscita da una macchia –
accendendo il primo nembo d’un cielo cupo,
intarsiando l’aria d’idee: d’incanto la mia fu una canzone
dapprima mormorata fra i vapori del giardino
poi, sortendo io dalla polvere alle stelle,
osai nominare il tuo nome, chiedendo perdono alle costellazioni.
E’ un’aurora di pensieri colorati a stagliarsi nell’orizzonte,
rugiada di speranza è scesa sui fiori della valle ombrosa
là, oltre il giardino cresciuto di gramigne
ed ora canto di te, della magia d’una stella
scesa dall’orlo d’una nuvola ad accendere
il cielo dei pensieri, ad appannare il sole di mezzogiorno.

Al primo raggio d’oro

Stamane al primo raggio d’oro
ho riempito di baci le tue guance
lambendo la tua dolce seta.
Ogni aurora dall’aria sottile
amo salutarti con una carezza delle mie ,labbra
tu timida e confusa rispondi, rosse le gote tue.
Tra un bacio e l’altro l’inesprimibile nulla
come quando colsi il tuo fiore
in un crepuscolo velato da aghi di pioggia
fra trecce grigie e rosate di nubi
d’un cielo specchio dei nostri destini
in giorni dapprima tetri e bigi-
si snodarono nell’ansa dei nostri segreti
in drappi di pennellate che io davo
in grafemi al cielo dei desideri.
Tutto attendendo il primo bacio
profumato delle rose dell’aurora
dove felici ci saremmo ricongiunti
feriti di passione dagli aghi di pino
o bagnati di passione da carezze di rugiada
rotolandoci innamorati nell’erba
e le sottili note di canto per te
diventeranno la dolce storia
della lingua tramutata in favola d’amore
ora che m’appartieni come le stelle alla notte
e sei il velluto di terra su cui pongo le orme,
ogni boccata d’aria che respiro.

La musica d’un arcobaleno

Per il vuoto del silenzio
d’un amore morto ieri
non avanza che un mare
acceso di sentimenti per te,
pietre preziose di ostriche
colte sui fondali marini.
Questo silenzio è franto
dal mormorio d’una canzone
che poi si leva all’azzurro
come un armonico concerto d’idee
che risplendono illuminate di gioia
da una falce di luna nell’universo stellato.
E ci stupiremo di noi stessi
abbandonandoci a un amore dolce e raro
come la farfalla che vola nella neve candida.
Siamo nella musica d’un arcobaleno
ora che c’è l’attimo del risveglio
in cui mi bagno di luce dorata
e finalmente la treccia dei pensieri,
sospirando suoni di campanelle,
vola nel blu del cielo
e lo domina come l’aquila regale.

Onde

Stanotte ti dedico due paragrafi di cielo
per narrare dello splendore della tua stella,
s’è azzurrata nei riflessi del crepuscolo dei giorni.

Neve a chiazze si spargeva tra i ciuffi d’erba
ed io non mi posso scordar del tuo viso angelico
bocciolo di rosa che m’hai strappato alla tristezza.

Subito sei stata la voce del silenzio giallo
che m’irrigava sgualcendo il lembo della malinconia…
…ora non parlare, lascia filtrare quel raggio segreto di luna.

Come se passassi attraverso la cruna d’un ago
subito diventasti il fuoco di meraviglia di quella neve
e nel cielo l’aquila che danzava negli squarci di sole.

Tu hai rotto l’involucro di plastica di giorni identici
accendendo le pareti della stanza nel latte di cielo dell’inverno:
chissà se già sognavi di me col capo reclinato sul cuscino?

Ti ringrazio per aver divelto il chiavistello della solitudine-
serrava un portone senza nome – con un gioco di sussurri,
ora insieme alla eco dei tuoi gemiti accendono notti di brezza marina.

Noi siamo le onde che galoppano fino e essere una sola idea sotto la volta stellata.

Come rosa, come stella

Nulla che tu non sappia al risveglio,
sempre immensità d’amore, solo i raggi
lieti illuminano i pensieri, tu l’unica idea
sottesa in un velo d’innocenza – sai a che penso?
Solo che tu sei l’unico mio fiore, la rosa,
la rosa dal profumo di stella del giardino.

Nella prima alba, pioggia cadeva ad aghi sottili,
illuminava le nostre passioni, bagnava parole
intinte della rugiada dei pensieri, pioggia
che unicamente ci ubriacava di felicità –
incamminandoci lieti nel sentiero angusto del giorno
dove scorre a stento la nostra onda d’amore.

La primavera si preannuncia azzurra, stagione lieta,
tu come una farfalla innamorata volerai nell’aria,
l’oro del sole bagna le colline – ghiacciai si sciolgono
al tuo sguardo di cerbiatta – nel cielo la pronuncia delle nubi
sempre più azzurra, attendendo il rosso crepuscolare,
preludio del rivivere la magia del cielo in una stella.

E’ un’aurora d’idee in cui tutto parla di te, dal candore
della tua anima, all’orlo di neve dei monti al canto
degli usignoli come la tua voce nel sottobosco –
lieta si staglia nel blu dell’orizzonte l’armonia,
la sintonia dell’universo dei tuoi pensieri
universo stellato dei sentimenti in cui sei l’astro che rosseggia.

Buon anno a tutti i miei lettori

IL CANTO DELL’ESTATE

Ascolta,

questo è il canto tiepido

dell’estate incipiente

dal sole d’argento

che scalda cuori solitari

e dal profumo dolce

dei garofani e delle rose di giugno.

L’estate dove, sulle rive ventose,

volteggiano i gabbiani lambendo l’aurora

e dalle praterie dai crepuscoli cremisi

coi trilli degli usignoli che salutano

in canti di rugiada il giorno trascorso.

L’estate delle brezze marine

in cui attoniti veleggiano i bimbi

in attesa di albe di stupore

emettendo vagiti di vita.

L’estate degli amanti

che intrecciano le dita in una ghirlanda

e, passeggiando sul bagnasciuga,

lasciano una scia di libertà.

L’estate delle grandi speranze

occorse per caso o per magia,

coltivate nella magia di notti stellate

in pennellate di seta al cielo ventoso

che sfoceranno in sogni o chimere

al primo refolo s’una foglia sfiorita.

Verrai a me

Sa di luna e di gigli
la tua pelle di seta bianco ciliegio.
La luce degli occhi
un tremore azzurro di attonite stelle.
I tuoi capelli
le spighe d’oro dei prati d’aurora.
La tua anima di brina un fiocco di purezza.
Verrai a me, astro iridescente,
con l’odore della prima neve
tracciando nei solchi d’ogni sogno
un’idea di libertà,
danzando nella corona della Luna in un sorriso
con un volo di farfalla innamorata
e sarà un arcobaleno di musica
ogni notte accanto alla rugiada
del tuo corpo perso nei sospiri d’una danza.

Il miracolo d’una stella

Quando incontrai i tuoi occhi
accesi d’uno scintillio nocciola,
in una notte cupa bagnata dagli aghi di pioggia,
il mio era il silenzio d’una valle ombrosa
e, d’incanto, il desiderio del mio cuore
fu che mi guidassi con la luce della tua lampada.

Sul limitare di quella notte tempestosa
colsi l’azzurro quando già si stava appannando
e tu diventasti il sole dell’aurora
illuminando il mare dei miei desideri
col tuo viso candido di labbra di luna
ed il tuo corpo caldo dalle linee sinuose.

Nel cammino del nuovo giorno,
cingendo il mio corpo in un abbraccio,
subito mi prendesti per mano
e il mio desiderio fu di cantarti una canzone
profumata di fiori freschi,
passando io dalla polvere alle stelle.

Ed ora la seta dei pensieri
riposa in un dolce sonno
sognando ogni notte accanto al tuo profumo
il miracolo d’una stella
scesa per incanto dal camino
ad accendere la luce della stanza.

Tu appartieni al mio cuore

Nel cuore solo te
che sei il muschio dei giorni,
ora velati di tenerezza
sin dalle rose dell’aurora
per scivolare in un dolce abbandono
sul limitare della sera vermiglia
quando ti copro di teneri baci
e accarezzo i tuoi dolci sospiri
che si trasformano in gemiti
se i desideri acuti risplendono
sotto la luce d’una falce di luna.
Ogni notte accanto al tuo profumo
è un arcobaleno iridato di sogni,
nella cui luce soffusa mi confondo
perchè tu appartieni al mio cuore
come una stella velata d’incanto
appartiene al cielo notturno,
come la rugiada che bagna i prati,
come un allegro cinguettio di merli
che si leva nel verdeggiante sottobosco.
E i tuoi dolci pensieri d’amore
sono l’oro di giorni accanto
salutati sin dalle luci dell’alba
dai fiori freschi che io ti dono
perchè tu sei l’unica rosa
che profuma d’amore la mia vita.

Due stelle

Due stelle,
sugheri galleggianti nel cielo,
primule d’innocenza
colte nell’argine della neve
ad accendere i raggi della luna,
a profumarne di luce il sorriso-
a dar gioia come un’alba che scivola
nel fiore d’una notte bagnato di te.

Profumo d’aurora

Respiro profumo d’aurora
da quando ho colto
le scintille nocciola dei tuoi occhi.
E da allora s’è azzurrato il cielo
sempre bagnato dall’oro del sole
e della luce della tua stella.
Non so se questo amore immenso
sorga dalle viscere del blu
o dal mio spegnere ogni indugio
nell’abbracciare le tue dolci colline
perdendomi nella pronuncia d’argento dei tuoi occhi:
è un’onda di marea che sale
e bagna le verdi coste d’un’isola
al centro dell’Oceano della vita.
Ed allora, incantato dalle sinuose forme
quando ovattato cala il silenzio
sulle nostre notti di fiamma
ogni parola per dirti t’amo
si spegne sul guanciale di seta
allora, ora te lo dico
e anche se non te lo dirò non credermi
è solo il tempo per un abbraccio.

Nella falce d’aurora

Nel mondo ovattati dei sogni,
nella falce d’aurora che segue
alla notte ardente di sospiri,
devi venire come sei,
senza indugiare a farti bella.

Mi perdo confuso,
nella luce rosata dell’alba nascente,
nella dolce visione della spiga dei capelli,
del mare cristallino degli occhi,
del corpo aggraziato dalle linee armoniche
con le tonde coppe d’argento.

Tu vieni veloce s’un verde prato fiorito
e la rugiada scioglie lo smalto
delle tue unghie e risuonano campanelle
legate ai tuoi polsi sottili
mentre un gregge di nuvole oscura le stelle.

S’aggiungerà sulla riva del lago
dorato dei ricordi del mio cielo
il dolce presagio d’aver annodato nel blu
il filo azzurro dei tuoi pensieri
che ben più del tuo splendore
donerà profumo di glicini al mio sentiero.

Farfalla variopinta

Nel giardino dei ciliegi

luccica etereo un otre di memoria

che è grigio ed è rosa

nelle aurore spazzate dalla scopa del vento.

Figlio d’antiche leggende

in cui con armi di carta ambivamo

ad abbeverarci alla fonte della gloria

inseguendo il misterioso parto dell’inchiostro.

Ora avanza un bagliore,

un rumore muto di spade che tende la sua tela sottile

ghermendo con uncino la preda

come il pescatore che della balena ne attizza il supplizio.

Le notti ci bagniamo di luce di luna sognante-

sorride ammiccando benevole

alla biro che sciama veloce sulla pagina bianca

e traccia graffiti d’amore.

Io, intanto, bacio le stelle:

m’avanza la tua non assenza,

astro delle praterie planetarie del mio emisfero,

farfalla variopinta che m’accarezzerai come un fiore.

Le note della tua voce

Le note della tua voce
sono tenere carezze dal bosco di ciclamini della mente.
E’ un canto
di dolci coccole profumate in cui perdere l’orientamento.
Una melodia,
in cui le gocce di bruma si dissolvono ed appare il sole.