Onde

Stanotte ti dedico due paragrafi di cielo
per narrare dello splendore della tua stella,
s’è azzurrata nei riflessi del crepuscolo dei giorni.

Neve a chiazze si spargeva tra i ciuffi d’erba
ed io non mi posso scordar del tuo viso angelico
bocciolo di rosa che m’hai strappato alla tristezza.

Subito sei stata la voce del silenzio giallo
che m’irrigava sgualcendo il lembo della malinconia…
…ora non parlare, lascia filtrare quel raggio segreto di luna.

Come se passassi attraverso la cruna d’un ago
subito diventasti il fuoco di meraviglia di quella neve
e nel cielo l’aquila che danzava negli squarci di sole.

Tu hai rotto l’involucro di plastica di giorni identici
accendendo le pareti della stanza nel latte di cielo dell’inverno:
chissà se già sognavi di me col capo reclinato sul cuscino?

Ti ringrazio per aver divelto il chiavistello della solitudine-
serrava un portone senza nome – con un gioco di sussurri,
ora insieme alla eco dei tuoi gemiti accendono notti di brezza marina.

Noi siamo le onde che galoppano fino e essere una sola idea sotto la volta stellata.

Un cigno

Stamane, rose d’aurora profumano drappi di nuvole,
tu sei come il sole che sopra d’oro vi brilla –
un cigno perso in pupille di lago, acqua chiara
appartenente ad un’antica memoria di cielo
nella costellazione azzurra d’ogni desiderio,
due passi con te dal primo fiore all’infinito.

Eri passata nella sera luminosa e chiara, luna,
il sorriso scolpito sotto le fossette, rosse
d’un’emozione d’amore, il tuo nei gemiti
dipinti ad accendere il buio del silenzio
straripava nelle lenzuola fra le stelle, tu astro
nello sgargiante arcobaleno d’un’elegia di voglie.

Ora t’attende il tappeto d’ogni via, un tappeto d’oro
s’intarsia di luce fiera, quando tu passi
io ti venero poichè, se ogni passante ti lusinga,
tu, innamorata, volgi a me il mare degli occhi,
io nel velo nocciola mi perdo confuso, occhi d’anima –
i fili d’oro dei capelli fluttuanti nel vento, trecce di sole.

Tornerà, sui vetri ombreggiati dalla fuliggine del camino
l’acqua fresca di baci della sera, pioggia ad aghi sottili,
noi ubriachi di felicità, nel buio della notte scintille d’ebano
i nostri pensieri accesi d’amore – tu saluterai le mie carezze
fra le tue cosce bianche e snelle sospirando in una nuvola –
mi sveglierò al suono di campanelle dei tuoi bracciali.

Schegge di stelle

Quando fra schegge di stelle risuonano campane d’aurora
mi desto nel gomitolo di lenzuola del primo raggio,
c’è un velo di nebbia nel cielo dei desideri,
noi in un cantiere d’amore come in ogni alba
figli d’un destino errante dalla pronuncia naif,
palme sorridenti s’un isola in un deserto scritto.

Ecco che trionfa l’azzurro, balena come una domanda
in un’acqua di gioia, ognuno lieto del proprio destino
vivida ancora l’emozione delle carezze notturne
esulì in un verde canneto nel lago di fango predisposto
come i cantori di meraviglie universali,
io della tua nella dolce ebbrezza di starti accanto.

E’ un armonico concerto d’idee che si staglia
nel sorriso cangiante del sole, io perso nei tuoi canti di voce,
la musica sottile della tua anima espressa in drappi
nell’immobile fiamma della calma del cielo
solo tu la rosa più profumata del bosco
allietato persino da dolci effluvi di pruni e ginestre.

Tu mi piaci perchè ogni dolce pensiero è sotteso,
sgorga ripido come un ruscello tra i sassi dell’impazienza
e viene a valle in una possibilità che si fa mare
in cui nuotare come una benedizione, acqua di tedio franta
dalla prima volta che incrociai i tuoi occhi in quella casa
dove soffiammo insieme sulla brina dei vetri, in un’idea di libertà.

Tre rose

Sospirano viole nel gomitolo del primo raggio,
tu sei l’unico fiore tra le lenzuola, viva
la memoria dei tizzoni della notte, persino il camino,
acceso da fuochi d’antica passione, più d’ogni stella
illumina le pareti della stanza che tu hai scosso di gemiti,
silenzioso l’oro del sole ha bagnato le tegole del tetto.

La pronuncia dell’alba si preannuncia azzurra, fiori
lievi baciano l’aria, tu sei l’unica viola del giardino,
una viola di stella, t’avvolgi d’un’antica memoria
sottendendo nel velo nocciola degli occhi un’idea,
un antico monito, ora albero dalle cascate di foglie,
lago, cielo di luna sognante all’occhio diamantato del giudizio.

Scorre in abbandono nel rosa del dì l’universo dei pensieri,
felicità è sentire la tua mano nella mia, cantare con te
tra i pruni del bosco, strappare in un sorriso un ciclamino
ponendotelo sulla seta della veste all’occhiello, abbandonarsi
nel dolce sogno d’una vita comune, un focolare e due guanciali,
sogno, mio sogno da quando incrociai i tuoi occhi in una casa straniera.

L’universo stellato ci attende, persino la luna nel cielo offre una falce,
noi su quella riposiamo stendendoci, poi facciamo all’amore in una macchia,
le pianure sono il mare dei nostri pensieri che volano all’ultima stella.
Nella prossima aurora ti donerò tre rose dei pensieri: una per ornare il nostro giardino,
una per ricordarti che lì sei l’unico fiore e una da far volare
nell’universo blu per profumare d’amore quell’ultima stella.

Un sorriso

Transita la notte inquieta,
tu accanto a me assopita
con la pelle liscia d’ uva saporita-
arde flebile la lampada sulla veranda
con la fiamma scossa da un leggero vento,
cinge in un abbraccio i rami spogli e i tuoi capelli frumento.
Ti rivedo nel viso della luna ed è come se tu mi guardassi
aprendo le boccette di qualche verità segreta
mentre scarabocchio questi segni nella penombra
seguendo il parto misterioso del filo dell’inchiostro-
s’incide come un diamante nella filigrana
come la prima sera di labbra umide
quando, in una schermaglia di cielo di stelle in attesa,
mi lasciasti sulle labbra l’eredità d’una cicatrice d’amore.
Tu, che sei la mia dea ramata nelle rose dell’aurora,
nell’arancio del tramonto, a ogni sospiro di brezza
accogli lo specchio dei miei desideri-
a volte riluce come una fotografia contrastata
sotto l’edera delle stelle, a volte si spegne
smorzando i miei sussulti, lasciandomi in eredità
una scacchiera della vita con solo te, mia unica regina.
La mia preghiera è di aprirti sempre in un sorriso,
te che fai luccicare le scaglie del mare delle notti.
Quando le mie pennellate sognanti non lo dipingeranno
giungerà l’incantesimo maligno d’un elfo
e, soprattutto se sarai triste, qualcun altro scorgerà
l’iride dell’arcobaleno stagliarsi sotto il sole del tuo sorriso.

Idioma d’amore

Ogni soffio d’aurora ebbra di raggi
annaspo tra le coperte nel tuo profumo,
accarezzare la tua pelle è mio idioma d’amore
lieto della tua brace la notte trascorsa accanto,
un’emozione il tuo sorriso tra le stelle del mattino,
un canto le idee tradotte in voce, musica dei pensieri.

Parli la lingua dell’universo, come una cometa
corri e passi lasciando universi di assenza
m’attanaglia il dubbio, io che sono rivoluzione,
orbito nell’universo dei tuoi pensieri,
sei il sole che accende le scintille del giorno
nella magia di questo mattino, luce sognante.

Ami il lusso, camminare bagnata da carezze
negli sguardi di passanti inquieti, ti stenderò
un tappeto d’oro ovunque tu passi, dea ramata
di passione le notti ardenti, dal velo di sogno
scolpito in ogni pensiero nella luce del sole,
agile compagna, terra in cui protendere il passo.

S’accende in ogni crepuscolo l’idioma d’amore,
il sole è un fuoco di meraviglia, giudica l’attesa,
tu accendi i silenzi nel buio mormorando,
è un canto sommesso, un canto universale,
l’apoteosi d’anime, lo scandire i passi d’una storia
carica di leggende sortita all’azzurro per magia.

No, amore mio no

Nei raggi bagnati d’azzurro
scintilla il sole della tua chioma frumento:
è un bagno profumato che ti scalda
ardendo dell’immensità dell’incenso,
è l’anello d’oro del tuo cuore spaurito,
la pronuncia delle nubi nell’alba.

In quest’immobile riva, scintilla la fiamma del cielo
ed i tuoi occhi sono lo specchio d’argento
dello scorrere delle verdi acque dei tuoi pensieri
ma cos’è che ti rattrista?
Forse che tutto sortisca di luce immanente
nel guanciale blu delle stelle?

No, amore mio no, la pioggia di questo incantesimo
perdurerà a brillare di luce scarlatta
in un gomitolo di lenzuola, accarezzati dalle fusa del soriano,
tu sei candida come la tua anima di neve, blu
come il filo dei tuoi pensieri nel tepore del mattino,
rosa come i capricci delle tue idee.

E in questo fiume si leva sonora la musica d’un arcobaleno,
ha le cromature sottili dei nostri pensieri,
su di noi nuvole striate di seta, al centro vi è un’isola
con un verde prato fiorito in cui si levano aurore di merli,
fiume che scivola in sereno abbandono
ora che grazie al tuo sorriso s’è franta a monte la diga d’ogni ricordo.

Astro del silenzio

Astro del silenzio,
apparso una notte d’aghi di pioggia
scendendo da una guancia della luna –
riposavi pensosa in un mare, uscita da una macchia –
accendendo il primo nembo d’un cielo cupo,
intarsiando l’aria d’idee: d’incanto la mia fu una canzone
dapprima mormorata fra i vapori del giardino
poi, sortendo io dalla polvere alle stelle,
osai nominare il tuo nome, chiedendo perdono alle costellazioni.
E’ un’aurora di pensieri colorati a stagliarsi nell’orizzonte,
rugiada di speranza è scesa sui fiori della valle ombrosa
là, oltre il giardino cresciuto di gramigne
ed ora canto di te, della magia d’una stella
scesa dall’orlo d’una nuvola ad accendere
il cielo dei pensieri, ad appannare il sole di mezzogiorno.

Al primo raggio d’oro

Stamane al primo raggio d’oro
ho riempito di baci le tue guance
lambendo la tua dolce seta.
Ogni aurora dall’aria sottile
amo salutarti con una carezza delle mie ,labbra
tu timida e confusa rispondi, rosse le gote tue.
Tra un bacio e l’altro l’inesprimibile nulla
come quando colsi il tuo fiore
in un crepuscolo velato da aghi di pioggia
fra trecce grigie e rosate di nubi
d’un cielo specchio dei nostri destini
in giorni dapprima tetri e bigi-
si snodarono nell’ansa dei nostri segreti
in drappi di pennellate che io davo
in grafemi al cielo dei desideri.
Tutto attendendo il primo bacio
profumato delle rose dell’aurora
dove felici ci saremmo ricongiunti
feriti di passione dagli aghi di pino
o bagnati di passione da carezze di rugiada
rotolandoci innamorati nell’erba
e le sottili note di canto per te
diventeranno la dolce storia
della lingua tramutata in favola d’amore
ora che m’appartieni come le stelle alla notte
e sei il velluto di terra su cui pongo le orme,
ogni boccata d’aria che respiro.

La musica d’un arcobaleno

Per il vuoto del silenzio
d’un amore morto ieri
non avanza che un mare
acceso di sentimenti per te,
pietre preziose di ostriche
colte sui fondali marini.
Questo silenzio è franto
dal mormorio d’una canzone
che poi si leva all’azzurro
come un armonico concerto d’idee
che risplendono illuminate di gioia
da una falce di luna nell’universo stellato.
E ci stupiremo di noi stessi
abbandonandoci a un amore dolce e raro
come la farfalla che vola nella neve candida.
Siamo nella musica d’un arcobaleno
ora che c’è l’attimo del risveglio
in cui mi bagno di luce dorata
e finalmente la treccia dei pensieri,
sospirando suoni di campanelle,
vola nel blu del cielo
e lo domina come l’aquila regale.

Come rosa, come stella

Nulla che tu non sappia al risveglio,
sempre immensità d’amore, solo i raggi
lieti illuminano i pensieri, tu l’unica idea
sottesa in un velo d’innocenza – sai a che penso?
Solo che tu sei l’unico mio fiore, la rosa,
la rosa dal profumo di stella del giardino.

Nella prima alba, pioggia cadeva ad aghi sottili,
illuminava le nostre passioni, bagnava parole
intinte della rugiada dei pensieri, pioggia
che unicamente ci ubriacava di felicità –
incamminandoci lieti nel sentiero angusto del giorno
dove scorre a stento la nostra onda d’amore.

La primavera si preannuncia azzurra, stagione lieta,
tu come una farfalla innamorata volerai nell’aria,
l’oro del sole bagna le colline – ghiacciai si sciolgono
al tuo sguardo di cerbiatta – nel cielo la pronuncia delle nubi
sempre più azzurra, attendendo il rosso crepuscolare,
preludio del rivivere la magia del cielo in una stella.

E’ un’aurora d’idee in cui tutto parla di te, dal candore
della tua anima, all’orlo di neve dei monti al canto
degli usignoli come la tua voce nel sottobosco –
lieta si staglia nel blu dell’orizzonte l’armonia,
la sintonia dell’universo dei tuoi pensieri
universo stellato dei sentimenti in cui sei l’astro che rosseggia.

Verrai a me

Sa di luna e di gigli
la tua pelle di seta bianco ciliegio.
La luce degli occhi
un tremore azzurro di attonite stelle.
I tuoi capelli
le spighe d’oro dei prati d’aurora.
La tua anima di brina un fiocco di purezza.
Verrai a me, astro iridescente,
con l’odore della prima neve
tracciando nei solchi d’ogni sogno
un’idea di libertà,
danzando nella corona della Luna in un sorriso
con un volo di farfalla innamorata
e sarà un arcobaleno di musica
ogni notte accanto alla rugiada
del tuo corpo perso nei sospiri d’una danza.

Il miracolo d’una stella

Quando incontrai i tuoi occhi
accesi d’uno scintillio nocciola,
in una notte cupa bagnata dagli aghi di pioggia,
il mio era il silenzio d’una valle ombrosa
e, d’incanto, il desiderio del mio cuore
fu che mi guidassi con la luce della tua lampada.

Sul limitare di quella notte tempestosa
colsi l’azzurro quando già si stava appannando
e tu diventasti il sole dell’aurora
illuminando il mare dei miei desideri
col tuo viso candido di labbra di luna
ed il tuo corpo caldo dalle linee sinuose.

Nel cammino del nuovo giorno,
cingendo il mio corpo in un abbraccio,
subito mi prendesti per mano
e il mio desiderio fu di cantarti una canzone
profumata di fiori freschi,
passando io dalla polvere alle stelle.

Ed ora la seta dei pensieri
riposa in un dolce sonno
sognando ogni notte accanto al tuo profumo
il miracolo d’una stella
scesa per incanto dal camino
ad accendere la luce della stanza.

Tu appartieni al mio cuore

Nel cuore solo te
che sei il muschio dei giorni,
ora velati di tenerezza
sin dalle rose dell’aurora
per scivolare in un dolce abbandono
sul limitare della sera vermiglia
quando ti copro di teneri baci
e accarezzo i tuoi dolci sospiri
che si trasformano in gemiti
se i desideri acuti risplendono
sotto la luce d’una falce di luna.
Ogni notte accanto al tuo profumo
è un arcobaleno iridato di sogni,
nella cui luce soffusa mi confondo
perchè tu appartieni al mio cuore
come una stella velata d’incanto
appartiene al cielo notturno,
come la rugiada che bagna i prati,
come un allegro cinguettio di merli
che si leva nel verdeggiante sottobosco.
E i tuoi dolci pensieri d’amore
sono l’oro di giorni accanto
salutati sin dalle luci dell’alba
dai fiori freschi che io ti dono
perchè tu sei l’unica rosa
che profuma d’amore la mia vita.

Due stelle

Due stelle,
sugheri galleggianti nel cielo,
primule d’innocenza
colte nell’argine della neve
ad accendere i raggi della luna,
a profumarne di luce il sorriso-
a dar gioia come un’alba che scivola
nel fiore d’una notte bagnato di te.

Profumo d’aurora

Respiro profumo d’aurora
da quando ho colto
le scintille nocciola dei tuoi occhi.
E da allora s’è azzurrato il cielo
sempre bagnato dall’oro del sole
e della luce della tua stella.
Non so se questo amore immenso
sorga dalle viscere del blu
o dal mio spegnere ogni indugio
nell’abbracciare le tue dolci colline
perdendomi nella pronuncia d’argento dei tuoi occhi:
è un’onda di marea che sale
e bagna le verdi coste d’un’isola
al centro dell’Oceano della vita.
Ed allora, incantato dalle sinuose forme
quando ovattato cala il silenzio
sulle nostre notti di fiamma
ogni parola per dirti t’amo
si spegne sul guanciale di seta
allora, ora te lo dico
e anche se non te lo dirò non credermi
è solo il tempo per un abbraccio.

Nella falce d’aurora

Nel mondo ovattati dei sogni,
nella falce d’aurora che segue
alla notte ardente di sospiri,
devi venire come sei,
senza indugiare a farti bella.

Mi perdo confuso,
nella luce rosata dell’alba nascente,
nella dolce visione della spiga dei capelli,
del mare cristallino degli occhi,
del corpo aggraziato dalle linee armoniche
con le tonde coppe d’argento.

Tu vieni veloce s’un verde prato fiorito
e la rugiada scioglie lo smalto
delle tue unghie e risuonano campanelle
legate ai tuoi polsi sottili
mentre un gregge di nuvole oscura le stelle.

S’aggiungerà sulla riva del lago
dorato dei ricordi del mio cielo
il dolce presagio d’aver annodato nel blu
il filo azzurro dei tuoi pensieri
che ben più del tuo splendore
donerà profumo di glicini al mio sentiero.

Farfalla variopinta

Nel giardino dei ciliegi

luccica etereo un otre di memoria

che è grigio ed è rosa

nelle aurore spazzate dalla scopa del vento.

Figlio d’antiche leggende

in cui con armi di carta ambivamo

ad abbeverarci alla fonte della gloria

inseguendo il misterioso parto dell’inchiostro.

Ora avanza un bagliore,

un rumore muto di spade che tende la sua tela sottile

ghermendo con uncino la preda

come il pescatore che della balena ne attizza il supplizio.

Le notti ci bagniamo di luce di luna sognante-

sorride ammiccando benevole

alla biro che sciama veloce sulla pagina bianca

e traccia graffiti d’amore.

Io, intanto, bacio le stelle:

m’avanza la tua non assenza,

astro delle praterie planetarie del mio emisfero,

farfalla variopinta che m’accarezzerai come un fiore.

Le note della tua voce

Le note della tua voce
sono tenere carezze dal bosco di ciclamini della mente.
E’ un canto
di dolci coccole profumate in cui perdere l’orientamento.
Una melodia,
in cui le gocce di bruma si dissolvono ed appare il sole.

I tuoi occhi e i tuoi capelli

Per essere il cielo dei tuoi occhi
dall’immobile fiamma – le pupille
accese d’orizzonte nella rena –
vorrei essere luna tra le stelle.

Per essere l’oro dei tuoi capelli
nel mattino tornare a sognare ai primi raggi –
scende una pioggia che ci bagna d’aurora,
scattano nell’azzurro trecce di sole.

Ogni giornata è intinta dei tuoi colori,
s’apre con la chioma d’oro d’un sole sgargiante,
le nuvole promontori inquieti, tu solo un nembo,
poi stella d’ebano dall’acceso velo nocciola.

Persino gli arenicoli hanno un sussulto di stupore,
lascia una scia di libertà nella sabbia l’impronta dei nostri passi.

Il mio amore per te

Il mio amore per te:
baci dal profumo d’una rosa colta nel maggio odoroso.

Sei la viola dei miei pensieri,
nel giardino dei fiori candidi come la tua anima pura.

Un’anima trasparente d’un velo sotto al quale mi riparo
ed i tuoi baci sono bagnati d’aghi sottili di pioggia
nel tuo bosco in cui raccogli dal profumo d’un ciclamino
una perla d’acqua e me la doni inumidendomi le labbra.

Il varco azzurro

Tu sei in me ed io in te
come le stelle appartengono al cielo notturno
e nelle notti baciate dalla luna
la brezza leggera ti scompiglia la chioma d’oro
mentre lievi giungono le tue carezze,
i tuoi baci e i dolci sospiri
che m’illuminano di gioia il cuore.
In queste notti sei tu l’unico astro che risplende,
l’unico bagliore dell’universo blu
e nel giorno l’aurora che nasce
per cui è rosato il gregge delle nuvole
che ci abbraccia come un manto.
L’unico bagliore del cielo della vita,
donando ai pensieri un’aura fatata d’incanto
e aprendo il cuore nel sorriso d’una luce
che si sparge blu sul verde prato delle idee,
bagnandole d’una luce dorata
per aver colto il varco azzurro
sino a bagnarmi della luce del tuo astro.

Un sentiero alla luce del sole

Quando vuoi riempirti la bocca
delle note delle mie parole
vieni alla mia fonte ad abbeverarti
come il fiume e le sue correnti
che scorrono nel verde prato della vita
bagnandolo di allegra tenerezza.

Quando vuoi riemirti il cuore
di brividi di fuoco di passione
vieni al mio letto con l’ardente fiamma
accesa sotto l’azzurro delle stelle
in un labirinto d’emozioni
che colorano di rosso scarlatto la notte.

Quando nel mattino vuoi la rugiada
dei miei baci e dele mie carezze
riponi il capo sul mio petto
in aria di sereno abbandono
ebbra di sentimento
respirando il muschio del mio profumo.

Quando vorrai un sentiero alla luce del sole
in una chiara promessa di felicità
lascia che io ti doni un anello d’oro
per farti luccicare gli occhi
della fiamma d’un emozione
che donerà luce di gioia al cammino.

La clessidra del tempo

Penso solo a te
che sei la luce della notte,
la luce che occulta le stelle
in un’atmosfera di silenzi
che vola nel blu degli astri
fino al limitare d’un’alba rosata
con te come dolce compagna
tra le pieghe gentili del letto.
Quando si dischiude l’aurora
scivoliamo insieme sino a bagnarci
dell’oro del sole
che riscalda le nostre umane vicende
e i nostri affanni
in un arcobaleno iridato di colori.
Così salutiamo il nuovo giorno,
angelo profumato d’incanto,
ritrovando la sabbia scorrere
nella clessidra del tempo.

L’unica stella

Acceso come una stella nel cielo blu
è l’oro dei tuoi pensieri
di miele, seta e velluto
accanto al muschio del mio profumo
perchè indelebile è in me la memoria
di quella casa accesa di pace e di gioia
e colorata in ogni angolo
dall’azzurro dei nostri pensieri
in cui c’incontrammo
una sera di gelido inverno
soffiando poi insieme sulla brina dei vetri
per dare l’idea di libertà.
Così si levano all’azzurro
le strofe del mio canto,
unica perla del mio mappamondo
che hai colorato di magia i sogni:
ora scorrono in un fiume limpido
come il canto della tua voce.
Il cielo è dorato di luce d’incanto
e quando anche dovesse scendere
ad aghi sottili la pioggia
sarebbero solo lacrime di felicità.
Sei la farfalla che vola spensierata
nella brezza notturna e mi dona piacere.
L’unica stella che regala luce di gioia
alle pareti di glicini del mio cammino.

Mio fiore dorato

Quando lenti scivoliamo nella sera
e sfarfallano pipistrelli nel cielo
ho solo te, mio fiore dorato,
da toccare e accarezzare piano.

Ti sussurro parole dolci
ma tu, già assopita,
fai un fagotto delle coperte
sillabando parole confuse.

Passerà anche questa notte,
dopo le grida di piacere tra noi,
e ci desteremo insieme
baciati da un sorriso d’aurora.

L’oro del sole
c’indicherà il cammino
uniti per sempre
oltre la vita, oltre il destino…

…e se invece le stelle del futuro
non ci sorrideranno in un arcobaleno,
me ne andrò per contrade ignote,
sempre desiderandoti, mio fiore dorato.

Sospiri di viole

Ecco l’angelo profumato d’incanto
la cui luce m’illumina il cuore
facendolo battere d’emozione
sotto il gregge rosato di nubi del dì
e nelle notti accanto scosse da brividi.
E’ la stella, l’astro dei desideri
sorti per magia un freddo inverno
e ora traccia indelebile del tempo
che profuma dei fiori dell’amore,
unici ad ornarne il giardino
e la treccia dei sospiranti pensieri
che hanno palpiti di colori di viole.
Non m’abbandonare mai, mia stella
che sei nell’azzurro il sole
e nella notte la luna che ammicca,
ora che per giungere alla tua luce
ho percorso le corse affannate
e ho cercato il varco dorato
illuminato dalla tua luce d’angelo
che bagna di un’emozione blu
l’anfratto di ogni pensiero.
Ogni giorno è il dolce sognare di te
e nelle dolci spire del buio
scalpiterà il mio amore per te,
ora che sei l’unica viola dei pensieri
ad accendere di gioia immensa
la luce fatata d’aurora.

Un’apoteosi di luce

Scoprirò sereno

la pianta dalle millefoglie

che avvolge un bianco ciliegio

del profumo della seta della tua pelle

assaporandone l’odore di miele,

memore del cielo di luna dei tuoi occhi-

prima un barlume, poi un quieto bagliore

ad accendere un cielo di stelle spente.

Sarà un’apoteosi di luce ad avvolgerci,

due anime gemelle in un futuro di magia

dopo stilettate di sofferenza nell’oscurità-

vita dissipata, erosa, consunta

ora aurora d’un destino di glicini.

Notte d’amore

La notte silenziosa viene franta
dal suono di campanelle dei tuoi bracciali
mentre s’accende fra noi un’idea fra le lenzuola.

E’ identica alla luce del tuo volto,
una luce di luna dove le pianure son mari di pensieri
bagnati d’amore dalla carezza di sospiranti sogni.

E in questa notte avvolta in cespugli di nebbia
ma dal cuore sereno e candido
sei il turbinio dell’uragano acceso della passione

spira sferzante sulle tegole sopra la stanza da letto.

Io nella tua assenza coglierei l’inquieto abbandono
ad un oceano di sentimenti bagnato da pioggia di lacrime
ma ora ci sei tu, amore, che splendi come una conca d’oro.

Perchè io vivo della tua presenza
entrata nella memoria un indelebile inverno
ed ora strofa d’acqua del mare dei miei pensieri di canto.

Aurore

Aurore di rose d’amore,

onda s’un onda che incalza,

sulla scia di notti scarlatte-

persino la luna sorrideva ammiccando benevola.

Aurore dal profumo di gigli

preludio a giornate rosate-

le mani intrecciate in ghirlanda

sul sentiero controcorrente

inseguendo il destino,

ghermendolo con un uncino d’avorio.

Aurore baciate dal sole-

la tua stella ne appanna il chiarore.

 

Se incontreremo giornate nebbiose

apriro’ un varco con la mia spada di cera

e quand’anche scendessero

fitti aghi di pioggia

danzeremo ubriachi di gioia.

Le rose dell’amore

Verrà il tempo profumato

dei garofani e delle rose di maggio,

un’estate struggente

vibrante d’aromi e di desideri

in cui ascoltare il vagito dei bimbi

come se fosse l’ultimo acuto azzurro

sopra questi bagnasciuga lambiti da un sole di pietra;

sarà il tempo delle rose dell’amore

sotto la magica carezza dei monsoni stanchi,

giorni di sogni e chimere occorsi per un incantesimo

figli del mondo ovattato dei sogni

baciati da ali d’angeli benevoli

per segnare per sempre, su questa rena fine, un’indimenticabile epopea.

Aria di miele

Respiro ogni notte
accanto alla tua grazia
aria di miele
inalando il dolce profumo
delle ciocche dorate,
del velluto della pelle del corpo
che arde di desideri
e mi perdo confuso
nell’incanto di te.
Il nostro amore
è prezioso come un diadema,
grande come il mare
ed è unico
come il rosso dell’ippocastano.
Non morirà mai,
canzone lieta
urlata a squarciagola nel vento,
fuoco d’un camino
che spara lapilli di passione,
universo stellato dei pensieri.
Schegge di bottiglia
sprizzate via
in un impatto beneagurante.

Il miracolo d’una stella

Quando incontrai i tuoi occhi
accesi da uno scintillio verde smeraldo,
in una notte cupa bagnata dagli aghi di pioggia,
il mio era il silenzio d’una valle ombrosa
e, d’incanto, il desiderio del mio cuore
fu che mi guidassi con la luce della tua lampada.

Sul limitare di quella notte tempestosa
colsi l’azzurro quando già si stava appannando
e tu diventasti il sole dell’aurora
illuminando il mare dei miei desideri
col tuo viso candido di labbra di luna
ed il tuo corpo caldo dalle linee sinuose.

Nel cammino del nuovo giorno,
cingendo il mio corpo in un abbraccio,
subito mi prendesti per mano
e il mio desiderio fu di cantarti una canzone
profumata di fiori freschi,
passando io dalla polvere alle stelle.

Ed ora la seta dei pensieri
riposa in un dolce sonno
sognando ogni notte accanto al tuo profumo
il miracolo d’una stella
scesa per incanto dal camino
ad accendere la luce della stanza.

La musica d’un arcobaleno

Per il vuoto del silenzio
d’un amore morto ieri
non avanza che un mare
acceso di sentimenti per te,
pietre preziose di ostriche
colte sui fondali marini.
Questo silenzio è franto
dal mormorio d’una canzone
che poi si leva all’azzurro
come un armonico concerto d’idee
che risplendono illuminate di gioia
da una falce di luna nell’universo stellato.
E ci stupiremo di noi stessi
abbandonandoci a un amore dolce e raro
come la farfalla che vola nella neve candida.
Siamo nella musica d’un arcobaleno
ora che c’è l’attimo del risveglio
in cui mi bagno di luce dorata
e finalmente la treccia dei pensieri,
sospirando suoni di campanelle,
vola nel blu del cielo
e lo domina come l’aquila reale.

I sogni degli innamorati

La notte gentile,

che il bacio ventoso del tempo

segna il giorno trascorso

che il sole rosso spaccava,

s’intrecciano i sogni degli innamorati:

morirebbero per la loro dolcezza,

per la quieta speranza azzurra,

per le spume oceaniche,

per le onde che solcano quell’Oceano,

per la notte che non s’abbatte tra le foglie,

per le sferzate verdastre dei lampi.

Poi, tramutatasi in realtà la dolce chimera,

ad un sonoro squillare di trombe

ondeggeranno navi di cartapesta

alle latitudini ignote del tempo

e per spegnere il dolore

basterà il sogno d’una bimba di luna.

Dedica

A te, madre,

le gocce di stelle

della rugiada dei miei pensieri.

Tu, isola accesa dove rifugiarmi,

donami ancora una stilla del tuo splendore,

l’alfabeto del tuo amore

e guida la mia mano oltre il destino,

laddove s’apre un azzurro senza fine.

Il tuo sorriso

Tu hai il sorriso di un angelo dolce
che si leva felice nell’aria
quando s’accende luce d’aurora:
con un accattivante concerto di note
saluti la magia di giornate
che come in una favola si rinnovano.
Nel rosa del dì, ogni mia orma
posta sul sentiero è accompagnata
dalla luce dei tuoi occhi,
due stelle d’argento colorate di nocciola,
un nocciola ornato da pagliuzze dorate
che è il mare cristallino in cui perdermi.
E il tuo sorriso e i tuoi occhi scintillano
quando il cuore batte accelerato
nelle ondate di piacere d’un amplesso.

Due stelle binarie

Un attonito veleggiare

in un cielo d’innocenza:

ecco l’immagine

del mio amore per te,

profumo di viole

del nostro giardino fiorito

nel farfugliare innocente

colmo della dolcezza azzurra

del vagito d’un bimbo,

dapprima tiepido barlume nella notte

ed ora astro d’ogni emisfero.

Un giorno rosato, due stelle binarie in sincronia.

Il colore dei pensieri

Sentire sulla pelle
le carezze dei tuoi baci
abbandonandomi a labbra di luna
come rugiada sulla pelle
in un vago luccichio di stelle
e respirare profumo d’amore
accanto al velluto delle linee sottili
del tuo corpo candido
perdendomi ubriaco di te
nella dolce ebbrezza della tua grazia,
innamorato come non mai
dell’armonia dei lineamenti,
delle tonde coppe d’argento
e del colore dei tuoi pensieri:
candidi come la tua anima,
verdi come la speranza d’un prato fiorito,
blu come l’oceano del cielo,
rosa se fai capricci di femmina
e rossi le notti ardenti accanto.
E il colore dei sogni della notte,
affacciandosi alla nuova luce d’aurora
nel dormiveglia che segue al torpore onirico
è un filo acceso dei riflessi dorati del sole.

Le guance dell’aurora

Stamane le guance dell’aurora
narravano stupite, al tremore dell’ultima stella,
dello splendore della tua grazia
e il primo raggio di sole
ha illuminato i tuoi capelli color frumento.
Le nuvole erano minacciose,
presto la pioggia sarebbe scesa ad aghi sottili
e i rami senza foglie degli aceri
lottavano contro le folate del furioso vento.
Tu invece eri serena e candida,
gli occhi nocciola ornati da pagliuzze dorate
velati di tenerezza, sin dalle prime luci
lievi m’hai donato coccole e baci,
tu che sei il mio fuoco in questo gelido inverno
la notti ardenti trascorse accanto.
E quando stanotte il buio sarà ubriaco di tempesta
e la pioggia sarà il lenzuolo della notte
squarciato dai venti, giungerai a me,
isola felice di quiete, sotto forma del tuo amore.

Ogni aurora

Ogni aurora colorata da un sogno.
tu, nuova regina dei miei prati d’innocenza,
t’illumini d’una luce fragile e potente
accendendo il mare verde dei miei occhi –
si volgono a te in un incanto,
usciti pensosi da una macchia della Luna –
falce d’azzurro il suo sorriso,
il tuo invece il rosa del nembo d’ogni nube,
Il Sole del grano dei capelli.

Ogni giornata scorre in un prato di Sole,
la spiga d’oro dei suoi raggi sono le tue trecce –
un mare d’aria scende a valle,
tutto è intinto dei tuoi colori: i muri delle vie,
i prati d’innocenza, persino nei tratti delle donne
vedo solo te, mio unico amore, vivendo nella treccia
d’un filo azzurro che si farà dorata, ideata da una memoria
sottile senza inganni solo negli occhi e nel cielo di chi ha la luce.

Vivremo nell’abbandono dell’amore, io e te, angelo
profumato d’incanto, in una stagione vicina, ogni alba
ogni raggio di Sole appannato dal sorriso dei tuoi occhi d’ebano.

La farfalla

Il giorno che per incanto
ho colto te sul sentiero
rosato s’è fatto il cielo
e le nubi non han più pianto.
Ora ogni gesto è una carezza,
una coccola profumata,
lievi son giunti i baci
sulle labbra umide
e le mie notti
un tempo tristi e cupe
sono adesso illuminate
dall’azzurro delle stelle
e dalla luce del tuo sorriso
che s’apre in un canto di gioia.
Perchè tu sei la farfalla
che spensierata vola
nella brezza notturna
e mi dona onde di piacere.

Nozze eterne come la luna

  • La mia voce canta lieta e gaia
    la perfetta simbiosi dei nostri cuori
    che, tra poche ombre cupe
    e mille luci ardenti di vita,
    si muovono su di un oceano
    illuminato, acceso dai sentimenti.

Mia fata, tu tendimi la mano:
t’accompagnerò quieta e sicura
col miele dei miei pensieri
fra le trame del destino
anche quando dovremo solcare
terre oscure e sconosciute.

Le nostre dita s’intrecceranno
oltre il baratro nero della solitudine
fino a formare una sola mano
e con la forza dell’amore
ci faremo beffe d’ogni amara sorte
perfino fosse la morte.

E quando scintillerà l’ultimo crepuscolo
saliremo una scalinata argentea:
ci condurrà fra prati di fiaba
dove le nostre anime si rotoleranno
in un amplesso infinito, unite tra le stelle
in nozze eterne come la luna.

La rosa

Scusa mia fata
per le frasi taciute,
per i miei silenzi di polvere.
Il mio canto
è un farfugliare innocente
di uomo innamorato
che ha colto in te la stella,
il Sole che scalda.
Hai viso di labbra di luna,
occhi di luce,
corpo dalle linee sinuose
e io t’amo
quando ridi e quando piangi,
quando levi all’azzurro
le note di canto della voce
e quando sei silenziosa
perchè sei l’astro
che illumina il mio cielo
e privo del tuo sorriso
sarei solo un ramoscello
in balia del vento,
una pietra spezzata,
l’albero senza radici.

Perchè solo tu sei la rosa
che profuma d’amore la mia vita.

Il fiume della passione

Entrando abbracciati
nella porta del crepuscolo
ci attende il fiume della passione
dove coglierò, sull’erba d’un argine,
il fiore affamato dei tuoi desideri.
Quando ti sfiorerò la pelle
con un vago tremore,
un’onda di marea salirà,
crescerà e mi rapirà
e la stella dei sentimenti
accenderà in me la magia d’una luce
che bagnerà d’amore
le tue mani, la tua bocca, il tuo corpo.
Presto ci perderemo in una danza,
un ritmico saliscendi,
sinchè dalle fessure delle persiane
non filtreranno le prime luci dell’alba
ed allora, stremato,
chinerò il capo sul tuo seno
e addormentandomi prenderò a sognare di te.

Due astri nel blu

Ho colto sul sentiero i tuoi occhi di fata
una sera di gelido inverno tra i fiocchi
e come due astri nel blu del cielo
hanno abbagliato i miei in un incanto.

Sillabandoti confuso timide e dolci parole
piano piano ho aperto la porta del tuo cuore
facendone cadere il chiavistello dorato
che custodiva i tuoi più intimi segreti.

E così ho colto il varco magico
fino a bagnarmi della luce azzurra
della tua stella che ora risplende
ogni notte nella stanza profumata d’amore.

Ora sei luce e oro d’ogni pensiero:
vivo dei tuoi sussurri, delle carezze,
della seta del corpo ed ogni tuo bacio
fa vibrare il cuore come se fosse il primo tra noi.

Se mi lasciassi sarei l’albero senza radici,
il ramoscello in balia del vento, la pietra spezzata
e con la mia caravella farei certo naufragio
in un Oceano di lacrime inghiottito dai flutti.

Viso di luna

Alla memoria di mia madre

Nel vuoto di piombo

in cui m’affrango nelle stigmate degli anni

avanza la tua lucida memoria:

una rosa pura come la neve,

un fiore di pesco lieto,

la stella che illuminava i miei giorni.

La dipartita vicina

ha eroso il cuore mio sofferente

ma ti venero con l’onore dell’età,

del tuo candore come un bianco ciliegio

dedita all’anima mia inquieta

fermo come un’inestimabile missione.

Ora che s’è spento il tuo umano cammino

avanza una cascata d’amore

bagnata da una spuma di dolore,

il tarlo che m’accompagna nel tempo-

tu, dolce angelo profumato d’incanto,

sfiorito come una pianta d’autunno.

Sempre nel cuore mio

come il barlume d’una coscienza inquieta,

la vera ed unica luce a rasserenare l’incerto cammino.

Mai ti dimenticherò,

viola sospirante d’amore profondo,

viso di luna sorridente nella memoria.

Un refolo di vento

Un refolo di vento

ubriaco come una spuma marina

in un farfugliare innocente

colmo della dolcezza azzurra

del vagito d’un bimbo

nel lento dipanarsi

d’umane vicende

tra sogni dorati e chimere:

ecco il caleidoscopio

d’ogni mio anelito d’amore

per te, unica stella del mio emisfero

sorta una notte frizzante-

tiepido barlume fra greggi di nubi-

ora astro delle praterie planetarie

che apre a me tutte le porte del cielo.

L’apoteosi azzurra

Nell’ebbrezza d’un magico istante
colto al volo con ali d’avorio
sara’ un intrepido veleggiare
dalla terra al cielo senza ritorno
ghermendo, famelico predatore,
l’azzurro che vola verso un orizzonte infinito.

E sara’ l’effluvio delle rose d’aurora,
corse a perdifiato per campi odorosi,
l’apoteosi azzurra dei nostri pensieri
uniti, come i nostri destini,
nella treccia indissolubile d’un filo
illuminato dallo scintillio dei tuoi occhi ramati.

Non tremare

Non tremare, nella notte senza stelle,
con la foglia appassita del tuo ricordo
mentre s’annida nei giorni un silenzio di piombo,
un muro di sogni nefasti per cuori di pietra
e i miei occhi sono due cani all’inferno
bagnati dai raggi di luce del tuo sorriso.

Ho sete di canti nuovi

Ho sete di canti nuovi
puri e candidi come la neve
figli di notti senza luna né gigli
a colorare l’anima d’ebbre risate.

Amo la notte e il suo profumo
veleggiando attonito in un mare di luce,
i nuovi canti increspano sonni tranquilli
nell’onda alta solcata tra i sogni.

Sete di stelle senza rivoli d’ombra
tra i sospiri del vento sulle tegole
baciando la tua pelle di miele
e la rugiada delle labbra di seta.

Sorride il cielo ai tuoi occhi d’argento
ed i miei canti per te sono un volo d’airone
lanciato nei solchi del mistero
in teneri grafemi d’amore rosso papavero.

Sei nella treccia rosa

Sei nella treccia rosa
d’ogni sillaba d’amore
pennellata in grafemi
nel cielo dei pensieri
in questa notte di Luna
dove l’alito d’ogni tuo pensiero
scalda la stanza vuota
che arde di passione per te,
mia unica stella
sortita in una notte lontana
ed ora alla vetta delle praterie planetarie
come l’astro che abbaglia i viandanti attoniti.

Il cerchio della vita

Una falce di Luna che occhieggia gentile
illumina il turbinio di passioni di anni
e, fra le stigmate rapprese nel loro fluire,
lenta si dipana la matassa degli eventi
nel transitare farfugliando su questa terra-
ora madre e guida d’altri destini-
agganciati con un uncino a chimere
di tempi andati accesi d’opulenza
mentre il cerchio della vita stinge
e, in un assedio di spezzate illusioni,
a noi non resta che la scintilla d’un uragano
di passioni ad illuminare l’umano cammino.

Un’assenza del respiro

Nel mio cuore di dolore
c’è un’assenza del respiro
quando sorge luce d’alba,
son vivai di nostalgie le distanze
e son stelle senza occhi
i sorrisi dell’amore.

Le tende dell’ombra

Le tende dell’ombra
son calate sotto i denti della Luna
in quest’immoto universo senza stelle
dove tu mi manchi, dove mi appartenevi
come una rondine innamorata
si rifugia nel nido sotto la pioggia.

Canta la tua voce azzurra:
“Eri il piccolo fiore della mia terra,
sei svanito in un cono scuro,
hai lasciato volar via la tua farfalla-
ora volteggia annegando nell’aria
come un ramo secco e stanco.”

I brividi del cuore

Starti vicino,
accarezzarti la pelle
e respirare il tuo profumo
per perdermi in te
e sentire i brividi del cuore
che va veloce
come i pensieri d’amore
al tepore della luce
del sole d’un’aurora che brilla
come il tuo volto candido
dopo la notte di piacere.

Guardiano del cielo

O sera d’aghi di pioggia,
il silenzio vagabonda tra le stelle
mi scalda solo il giallo d’una pagnotta di luna
cucita in un sorriso al cielo.
Guardiano del cielo,
aprimi le porte azzurre del giorno
e fa sì che la pioggia ci ubriachi solo di felicità.

Dolci orditi di pensieri

Forse ancora per un’ansa di tempo
mi riposerò in questa casa vuota
(rifugio vuoto ed insicuro)
dove tutto scolora corroso dai giorni.
Qui, respirando l’odore delle sigarette
e delle stelle del cielo,
preparo dolci orditi di pensieri
ballando in battiti d’ali improvvisi
agganciato alla tua memoria
come un ricordo d’argento, pietra di rugiada.

Il gomitolo dei sogni

Tremo davanti alla tua stella
la sua luce evanescente di cometa
s’è fatta astro dei desideri.

Cogliendo i riflessi delle pagliuzze
intarsiate nel nocciola degli occhi
ho creduto d’entrare nell’argine d’un fiore.

Invece per respirarne il profumo di vita
ho prima letto il cartogramma dei tuoi silenzi –
opaco tracciava solchi di nuvole.

Tutto s’è fatto inerme e perso
quando ho pregato io il cielo
di ritrovare il segreto della mia scorza

e che fosse l’ultima alba comune
avviluppato in un gomitolo di lenzuola
a ripensare a te che m’hai rubato l’anima

io che invece coltivo l’idea bambina
di perdermi felice per sempre
in un gomitolo di sogni di luce

grondanti nell’arco stellato di visioni angeliche di libertà.

L’unica stella

Sei il sogno più grande mai coltivato
sin da quando la magia dei tuoi occhi nocciola
ha rapito il mio cuore un freddo inverno
e l’immensa luce che emana il tuo volto
ha abbagliato gli occhi miei ora solo per te:
solo te esisti nei miei pensieri d’amore.

E mai per nessun altra ci sarà spazio
nel bosco incantato della mia mente
in cui sei canto d’usignoli e profumo di ciclamini.
Sei il velluto di terra su cui pongo le orme,
ogni boccata d’aria che respiro,
l’unica stella che brilla nel mio cielo.

Quando giunge la notte

Quando giunge la notte,
mia amata,
siamo soli io e te
nella penombra della stanza.
Arde solo una candela,
dalla fiamma luminosa come il nostro amore
ed io m’illudo che bruci per sempre
così come di voler vivere
una vita eterna insieme a te.
Non so le trame del destino,
il disegno divino,
ma sarò con te quando la bufera infuria
e quando è placido il cielo delle tenebre,
mio angelo d’amore
che voli fedele con me in una vita di speranza.
Mio desiderio è varcare con te
il silenzio dell’ultimo portone
e giungere ad essere trecce di stelle
che si baciano leggere nelle galassie
come faccio io ora con te,
astro del mio firmamento.

I brividi del cuore

Starti vicino,
accarezzarti la pelle
e respirare il tuo profumo
per perdermi in te
e sentire i brividi del cuore
che va veloce
come i pensieri d’amore
al tepore della luce
del sole d’un’aurora che brilla
come il tuo volto candido
dopo la notte di piacere.

La tua voce e i tuoi occhi

La tua è la voce d’un usignolo
e si leva felice nell’aria
quando s’accende luce d’aurora:
con un accattivante concerto di note
saluti la magia di giornate
che, come in una favola, si rinnovano.
Nel giorno, ogni mia orma
posta sul cammino è accompagnata
dai tuoi occhi, due stelle colorate
d’un nocciola ornato da pagliuzze dorate
che è il mare cristallino in cui perdermi.
E la tua voce diventa una melodia
e i tuoi occhi scintilano nel buio
quando tra le lenzuola, col cuore
che batte accelerato, è l’estasi dei sensi.

Un incendio d’amore

Un incendio d’amore arde fra noi
con la fiamma della passione-
cascate di spuma non la potranno smorzare-
e le note acute delle tue grida di gioia
continueranno a rimbombare nella stanza.
Sei l’unica viola dei pensieri che profuma di piacere
le mie lenzuola con coppe d’argento e cosce snelle
e se un giorno m’abbandonerai sarò una zattera
alla deriva in un Oceano di lacrime amare
che affonderà trafitta nelle gole dei faraglioni.

Ti amo

Ti amo.
Passano le stagioni,
le nuvole nel cielo,
i giorni e le notti.
Passano le corse affannate dei treni.
E io ti amo.
Amo i tuoi morbidi capelli,
i tuoi occhi irraggianti calore,
la fragranza del tuo corpo di miele.
Amo il candore della tua anima
e l’universo dei tuoi pensieri.
E quando cammini per le strade
mille sguardi ti lusingano
m io non me ne curo
perchè so che sei mia,
dai piedi alle radici,
dalla morbida pelle al cuore per me
ora che s’è aperto il tuo portone
profumato di glicini
e siamo nella medesima idea d’amore
che brilla nell’universo stellato.

Il fiume della passione

Entrando abbracciati
nella porta del crepuscolo
ci attende il fiume della passione
dove coglierò, sull’erba d’un argine,
il fiore affamato dei tuoi desideri.
Quando ti sfiorerò la pelle
con un vago tremore,
un’onda di marea salirà,
crescerà e mi rapirà
e la stella dei sentimenti
accenderà in me la magia d’una luce
che bagnerà d’amore
le tue mani, la tua bocca, il tuo corpo.
Presto ci perderemo in una danza,
un ritmico saliscendi,
sinchè dalle fessure delle persiane
non filtreranno le prime luci dell’alba
ed allora, stremato,
chinerò il capo sul tuo seno
e addormentandomi prenderò a sognare di te.

Luce d’aurora sul mare

E’ trascorsa anche questa notte sul mare
giacendo accanto e rotolandomi nella sabbia
con te, stella che accendi il cuore di passione
con le tue cosce bianche e snelle,
i tuoi seni due coppe d’oro
e il delicato profumo della tua pelle.
Dopo un breve sonno, ci destiamo intorpiditi
scambiandoci coccole e baci salati
accompagnati dal mormorio delle onde.
Ce ne andremo insieme nella luce d’aurora
passeggiando per mano sul bagnasciuga
dove le orme dei nostri passi sulla rena fine
saranno come le scie dei nostri pensieri d’amore.

Una magica avventura

Ogni giorno vicino alla tua aura d’incanto
è una magica avventura da vivere
s’un sentiero ornato di glicini,
profumati come i tuoi morbidi capelli
e la seta fine del tuo corpo.
E’un dono del destino stare accanto a te,
amore, a te che sei la regina:
quando vai per le strade mille occhi si volgono
a guardare la dea dalla chioma d’oro
che cammina s’un selciato di diamanti,
preziosi come il mio amore per te,
e tutti stendono un tappeto di rose,
incantati dalla visione d’una fata.
Non ve n’è ai miei occhi
di più belle, più aggraziate di te:
la mia stella dei sentimenti brilla
e continuerà ad essere pura luce
quando il cielo si farà buio pece
e ci uniremo, in un rantolo,
agli altri astri dell’universo stellato.

Tu appartieni al mio cuore

Tu appartieni al mio cuore
come le stelle al cielo notturno
e come la luce dorata del sole
mi riscaldi di gioia ogni giorno.
Sei il velluto di terra
su cui pongo le mie orme,
ogni boccata d’aria che respiro
ed hai il sorriso della stella più splendente,
dapprima un bagliore nella notte silenziosa
e poi astro che m’abbaglia
come la luce nocciola dei tuoi occhi,
apparsi d’improvviso a stregarmi
che aprono per me tutte le porte del cielo.

Il nuovo giorno

Il nuovo giorno s’apre
con la luce del tuo sorriso,
immacolato sul tuo viso d’angelo
come una stella che sprizza scintille.

Non c’è in me altro pensiero se non te,
viaggiamo nell’infinito del cosmo
uniti in un’unica idea d’amore
che ha radici profonde e potenti.

Sei l’albero che cresce rigoglioso
nella foresta d’incanto dei miei pensieri,
un ippocastano, rosso come il colore
della passione tra le le lenzuola del letto.

Io mai t’abbandonerò, mio angelo,
e quando incontreremo giornate nebbiose
con le mie canzoni rassenerò il tuo spirito.
Le nuvole non piangeranno più.