A mio padre

Di te ricordo bene
quando mi volgevi il tuo sorriso gentile,
le calde e forti mani che reggevano me piccino

Ma è ogni stagione impressa nella memoria:
i giochi dell’infanzia, gli screzi dell’adolescenza,
le diatribe della giovinezza, la complicità della maturità.

A oggi non ho scordato il tuo amore:
mi riempiva il cuore d’un’emozione profonda
e chiudeva in un’ansa il tempo degli errori.

Continuo a nutrirmi della tua anima
ora che, adulto, non so ancora la mia via
e tu, vegliando, m’infondi coraggio.

Anche lei è persa senza di te, padre,
lei che era la tua forza e la tua carezza:
ora si vive della tua invisibile presenza.

E sempre piangerò quel che non ho fatto, quel che non è stato…

Da “Profumo di vita”

Amare vuol dire cogliere il suo sorriso anche quando i suoi occhi sono tristi, immergersi nella sua anima respirandone il profumo di vita e non cadere nel baratro della disperazione quando si coglie un suo accenno di consenso alle altrui lusinghe, confidando nella luce del suo cuore che ilumina le notti buie accendendone i silenzi.