Il canto d’un usignolo

Dopo la notte
ardente di passione,
consumato il piacere
in sereno abbandono
allo sferzare del vento
dei più accesi desideri
il mio è solo sognare
dell’incanto della tua grazia,
tu invece confusa
nell’iride d’un arcobaleno
di sensazioni di donna.
Assopita sai di assenza
sillabando parole confuse.
Io ti sono accanto
ma, spenta la vampa,
è come se ci fossero
mille miglia fra noi.
Vorrei il tuo cuore
e allora ti mormoro:

”da lontano ti sento
come un usignolo
nel sottobosco.
Avvicinati nella tua aura dorata:
vieni, vieni, non aver paura,
vieni da me
che da tempo immemore t’attendo…”

Sospiri di viole

Ecco l’angelo profumato d’incanto
la cui luce m’illumina il cuore
facendolo battere d’emozione
sotto il gregge rosato di nubi del dì
e nelle notti accanto scosse da brividi.
E’ la stella, l’astro dei desideri
sorti per magia un freddo inverno
e ora traccia indelebile del tempo
che profuma dei fiori dell’amore,
unici ad ornarne il giardino
e la treccia dei sospiranti pensieri
che hanno palpiti di colori di viole.
Non m’abbandonare mai, mia stella
che sei nell’azzurro il sole
e nella notte la luna che ammicca,
ora che per giungere alla tua luce
ho percorso le corse affannate
e ho cercato il varco dorato
illuminato dalla tua luce d’angelo
che bagna di un’emozione blu
l’anfratto di ogni pensiero.
Ogni giorno è il dolce sognare di te
e nelle dolci spire del buio
scalpiterà il mio amore per te,
ora che sei l’unica viola dei pensieri
ad accendere di gioia immensa
la luce fatata d’ aurora.