Palpebre di stelle

Ogni aurora è un ritrovarsi in un bacio,
sortire dal cappuccio d’ovatta dei sogni,
le membra stremate, palpebre di stelle semichiuse,
lo specchio d’ogni silenzio riflesso dal rosa del cielo,
sortendo dal vecchio portone, presso il giardino,
un sentiero d’armonia che si staglia fra nuvole di fiori.

Già, dopo la danza di brace, ammirando le tue gote
ancor rosse d’emozione, scivolata in un dolce sonno
nella notte silente mi raccontavo di te, dei tuoi sospiri,
della carezza dei tuoi capelli d’oro, del mare dei tuoi occhi
dell’oceano di desideri dalle tue cosce bianche e snelle,
rammentando l’ardere d’ogni tuo gesto in ogni movimento.

Ora che s’è levata un’alba di merli, fatica a piangere
la nuvola più grigia del cielo, buon auspicio
in ogni aurora a venire per le tue ciglia, per la pronuncia
del mare d’una vita da navigare sullo stesso ponte
veleggiando in un diario di pensieri, tracciati in graffi
scavano le nudità di te, le ombre e le scintille dell’anima.

Mantieni la promessa di dolce schermaglia d’eternità,
solo questo esige il mio cuore, l’onda d’un sentimento
sorto per magia tra i fiocchi poi nembo ed infine cielo.
Perchè in ogni crepuscolo è il lieto cantare d’una magia
leggendo le tue poesie, parlando del loro oro:
scatta nel vento di sole la treccia dei capelli frumento.

Scettro d’ogni mio si

Selezionata per il prossimo Verseggiando sotto gli astri, 11/3/2016, Via Paisiello 24, ore 18.30, Milano

Sognando ogni delizia di te, scettro d’ogni mio si,
tra i pensieri della luna canto le sinuose forme
volteggiando oltre le nuvole, ali d’airone nel blu
sin dal primo nembo per finire all’ultima stella-
tu sei l’universo stellato, i pensieri trecce di desideri
sparsi nel giardino antistante l’uscio in pioggia di rugiada.

Il mio sonno scorre lento, inframmezzato da visioni,
tu m’appari come pronuncia dell’orlo rosa della nubi
acceso dal delicato sorriso della luna che ammicca
dipinto nel tuo volto un sorriso ancora più lieto
la regina delle lenzuola, la regina dell’intera dimora,
l’alfabeto sognante sillabato muto in un vortice di tempo.

Nell’aurora velata d’idee, tu le accendi d’un arcobaleno:
tu, note musicali, concerto d’armonia che si staglia,
fiamma scissa dal vento del rimuginare su eterne domande.
Come sarà questo amore? Ti chiedi, lo so, stella timida;
solo la gentile brezza mattutina dei miei pensieri d’amore
allieta il tuo azzurro, tu confusa mi saluti in un’aurora di baci.

L’oro del mezzogiorno si preannuncia lieto, primavera giungerà,
tu sognante nel tepore della brezza, ora accesa di luce immota,
bagnerai l’oro del sole col nitore del tuo sorriso di perla,
i capelli frumento saranno quel sole, alla fine solcherò le onde
del mare dei tuoi occhi ardendo dell’immensita dell’incenso,
voleremo sulle ali del vento in un sorriso eterno nella volta stellata.