Più interminabile delle stelle

Carnale, dolce, innamorata in segreto

più interminabile delle stelle

in giorni ombrosi sorgi empiendo

il mio otre di maturo figlio del sole

di schegge di diamanti di speranza.

Riempi le mie notti di torti

di corpose coppe di vino,

notti che desidererei scarlatte,

rosso fuoco come un incendio.

A te caddi

e osai sognare lenzuola di seta

in cieli in cui brillava uno spicchio di luna:

volli stendermi con te pensoso

su di una sua pianura,

far l’amore con te in una macchia.

Aurore di pareti ornate di glicini

ormai morti, amore allo sbando,

vorrei solcare le vie d’ogni contrada

di bacio in bacio.

A te la musica dei miei versi,

agli occhi d’onice e ai capelli corvini,

alle lunghe gambe profumate-

le divorerei affamato con labbra,

oserei entrarvi assetato di saliscendi.

Regina innominabile

Sei il frutto di madreperla

da cogliere fra la rena dei litorali

in notti di miele inebriandomi del tuo profumo,

regina innominabile per la sua bellezza

ed il nitore del sorriso.

Io t’attendo nei crepuscoli insanguinati

fra queste quattro mura di cartone,

attendo i tuoi capelli frumento

e la tua pelle color d’avena

per poi immergermi tra i ragni del pube.

T’attendo nelle notti stellate

ed in quelle opaline d’aghi di pioggia

senza incrociare le braccia

ma estirpando ogni fiore del male

per te, giacinto selvatico illuminato dal sole.