Il sogno struggente

Ardo dal desiderio remoto del cuore
d’accarezzare con tocco docile,
nel vento, le ciocche dorate di lei
e di perdermi nei suoi occhi nocciola.

Lei è il sogno struggente in me
del baluginio d’un astro nel buio
che illuminerebbe di vita la via
del mio incedere tra le onde di tempesta.

Vago ad un chiarore di luna tra i muri
ingialliti delle case, i neon delle strade
in modo soffuso illuminano carte
dalle quali fuoriesce la sua fotografia.

Nell’alba raccolgo vecchi giornali
i cui titoli parlano della sua voce lieta,
rincaso e mi copro con un manto di lenzuola
tentando di calarmi in un sonno agitato.

Il micio s’intrufola nel letto
e allora m’alzo, m’osservo la barba ispida
tra le crepe dello specchio
e poi gli racconto del suo sorriso.

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