Il pianto spento dagli accordi del cuore

Il silenzio vagabondo delle notti sinora
è stato un cielo di stelle turchine
che han rigato di lacrime amare il guanciale
nel focolare senza camino.

Brillavano di una luce smorta
come la mia terra arida
arsa da venti di rimpianto,
volti di ricordi ne occupavano gli angoli.

Ma il sacrificio non fu vano, sul calendario
una croce: l’arcobaleno dei suoi occhi
ha spento il dolore nella nebbia
del papavero d’un tramonto.

Ora non piangono più le colline
e ne respiro il profumo di vita:
sono una distesa raggiante
di sterminate pianure dai verdi pascoli.

E nella nuova frescura del vento
suono una canzone di gioia per lei,
parole d’amore volano alte,
accordando la mia chitarra col suo cuore.

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