Nella falce d’aurora

Nel mondo ovattati dei sogni,
nella falce d’aurora che segue
alla notte ardente di sospiri,
devi venire come sei,
senza indugiare a farti bella.

Mi perdo confuso,
nella luce rosata dell’alba nascente,
nella dolce visione della spiga dei capelli,
del mare cristallino degli occhi,
del corpo aggraziato dalle linee armoniche
con le tonde coppe d’argento.

Tu vieni veloce s’un verde prato fiorito
e la rugiada scioglie lo smalto
delle tue unghie e risuonano campanelle
legate ai tuoi polsi sottili
mentre un gregge di nuvole oscura le stelle.

S’aggiungerà sulla riva del lago
dorato dei ricordi del mio cielo
il dolce presagio d’aver annodato nel blu
il filo azzurro dei tuoi pensieri
che ben più del tuo splendore
donerà profumo di glicini al mio sentiero.

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