Palpebre di stelle

Ogni aurora è un ritrovarsi in un bacio,
sortire dal cappuccio d’ovatta dei sogni,
le membra stremate, palpebre di stelle semichiuse,
lo specchio d’ogni silenzio riflesso dal rosa del cielo,
sortendo dal vecchio portone, presso il giardino,
un sentiero d’armonia che si staglia fra nuvole di fiori.

Già, dopo la danza di brace, ammirando le tue gote
ancor rosse d’emozione, scivolata in un dolce sonno
nella notte silente mi raccontavo di te, dei tuoi sospiri,
della carezza dei tuoi capelli d’oro, del mare dei tuoi occhi
dell’oceano di desideri dalle tue cosce bianche e snelle,
rammentando l’ardere d’ogni tuo gesto in ogni movimento.

Ora che s’è levata un’alba di merli, fatica a piangere
la nuvola più grigia del cielo, buon auspicio
in ogni aurora a venire per le tue ciglia, per la pronuncia
del mare d’una vita da navigare sullo stesso ponte
veleggiando in un diario di pensieri, tracciati in graffi
scavano le nudità di te, le ombre e le scintille dell’anima.

Mantieni la promessa di dolce schermaglia d’eternità,
solo questo esige il mio cuore, l’onda d’un sentimento
sorto per magia tra i fiocchi poi nembo ed infine cielo.
Perchè in ogni crepuscolo è il lieto cantare d’una magia
leggendo le tue poesie, parlando del loro oro:
scatta nel vento di sole la treccia dei capelli frumento.

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