La nave

Vedi, questa nave è un diario di pensieri
dove cullati dalle capriole delle onde
i marinai tendono le gomene,
i muscoli madidi di sudore,
rimembrando lidi senza nome, gente senza volto
veleggiando verso nuove rive da baciare con gli occhi.

È la nave dei desideri
fioriti come l’amore
e poi smorzatisi in un battito d’ali
prima del meriggio della vita
nel verdetto freddo come uno schiaffo di neve
figlio d’un peregrinare in cerca di libertà.

Il tepore del focolare
è un lenzuolo stinto nella memoria
come il profumo di pane appena sfornato,
l’odore dell’erba dei campi,
il sapore dei lamponi e delle more,
gli acuti gialli dei canarini,
il caldo abbraccio del letto.

Avanzano lettere affrancate con filigrane straniere,
lettere senza sigilli testimoni del tempo smarrito
inseguendo false chimere
nel lago dorato dei ricordi
di mille avventure di ragazze :
gettarle via perché diventino presto cenere
nel fuoco ardente prima di lambire la terra promessa?

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