I sottili pensieri di canto

Tu sei raggomitolata fra le lenzuola, esausta dopo la notte di gemiti,
palpebre semichiuse s’affacciano di luce nocciola al nuovo giorno,
il bagliore dei tuoi occhi appanna la pronuncia d’oro del sole nascente:
il cammino nel nostro cielo si preannuncia azzurro, da cirri sparsi
quando scenderà pioggia ad aghi sottili solo saranno lacrime di gioia
e tu come una farfalla innamorata volerai nell’aria, librandoti in un arcobaleno.

Ti desti in quel gomitolo di lenzuola, aprendoti in un sorriso di luna sognante
e s’alza al turchino la musica della tua voce, un canto universale le cui note
vanno a formare l’armonico concerto delle tue idee. Io rimirandoti mi perdo
nei tuoi dolci lineamenti, nel giallo grano delle trecce, nel velo d’ebano degli occhi;
poi scendo con lo sguardo alle tonde coppe d’argento e più sotto al tuo triangolo
di neve profumata di stelle ma ciò che ti distingue dal mondo sono i sottili pensieri di canto.

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