Viso di luna

Alla memoria di mia madre

Nel vuoto di piombo

in cui m’affrango nelle stigmate degli anni

avanza la tua lucida memoria:

una rosa pura come la neve,

un fiore di pesco lieto,

la stella che illuminava i miei giorni.

La dipartita vicina

ha eroso il cuore mio sofferente

ma ti venero con l’onore dell’età,

del tuo candore come un bianco ciliegio

dedita all’anima mia inquieta

fermo come un’inestimabile missione.

Ora che s’è spento il tuo umano cammino

avanza una cascata d’amore

bagnata da una spuma di dolore,

il tarlo che m’accompagna nel tempo-

tu, dolce angelo profumato d’incanto,

sfiorito come una pianta d’autunno.

Sempre nel cuore mio

come il barlume d’una coscienza inquieta,

la vera ed unica luce a rasserenare l’incerto cammino.

Mai ti dimenticherò,

viola sospirante d’amore profondo,

viso di luna sorridente nella memoria.

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