Farfalla variopinta

Nel giardino dei ciliegi

luccica etereo un otre di memoria

che è grigio ed è rosa

nelle aurore spazzate dalla scopa del vento.

Figlio d’antiche leggende

in cui con armi di carta ambivamo

ad abbeverarci alla fonte della gloria

inseguendo il misterioso parto dell’inchiostro.

Ora avanza un bagliore,

un rumore muto di spade che tende la sua tela sottile

ghermendo con uncino la preda

come il pescatore che della balena ne attizza il supplizio.

Le notti ci bagniamo di luce di luna sognante-

sorride ammiccando benevole

alla biro che sciama veloce sulla pagina bianca

e traccia graffiti d’amore.

Io, intanto, bacio le stelle:

m’avanza la tua non assenza,

astro delle praterie planetarie del mio emisfero,

farfalla variopinta che m’accarezzerai come un fiore.

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