Dea ramata

C’è un velo d’argento in sguardi innocenti,

segnati da antiche miserie,

intrisi di tristezza che si tramuterà

in luce figlia d’una favola

scritta dagli albori del tempo,

memore d’un destino disegnato.

Futuro strada scoscesa da scalare

ma con scorza d’acciaio si arriverà

a baciare la luna, a stendersi in una macchia

come se fosse il primo secondo dorato

d’una vita in case sempre dai vetri brinati,

illuminati poi dai mille occhi delle stelle.

E saranno corse a perdifiato per campi odorosi,

le nostre mani intrecciate in ghirlanda,

io perso del profumo dei tuoi capelli frumento

nella dolce ebbrezza di solcare ogni via

stendendoti ovunque un tappeto rosso,

un tappeto invisibile, dea ramata.

Rotolandoci innamorati nell’erba

voleremo con ali di cera sino all’azzurro

ridiscendendo per lambire un ruscello.

C’immergeremo felici nel letto

nuotando controcorrente,

com’è nella vita il nostro cammino.

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