Untitled

Untitled

Le feci io il primo,

vivace passo su questa terra azzurra

con un monotono vagito di bimbo

donandole orchidee all’infinito-

sfavillanti come la neve

ardenti come il sole di mezzogiorno.

Il gallo alle porte d’aurora

avrà frantumato il tappeto della notte

su rulli di vivacità.

Non si leverà tanto presto il capo

verso il sole che si adorna

ma si occulterà dietro gli occhi.

Si leverà poi verso una lama di luce

la tua bocca più vorace d’una mimosa,

bocca celata dietro a ciglia asciutte-

presto si occulterà dietro agli aghi di pino

dispensando sogni nel silenzio-

collana spezzata da parole ribelli.

Un’altra bocca per giaciglio

amica di erbe febbrili

selvaggia e buona creata per me

e per nessun altro-

bocca immemore d’ogni linguaggio.

Bocca illuminata dalla mia anima!

Comments are closed.