Una lingua di fata

Possiedi fiamma di luce

che t’avvolge in un’aura,

bimba mia,

quando nell’alba impazza

tempesta furiosa di lampi

e fazzoletti di carta smerigliata

sono i cirri plumbei.

Spira un vento inquietante,

tu sei il palpito vivo che lo fende.

Tra le fronde degli alberi smosse

sei la lingua che li orchestra,

una lingua di fata guerriera

che emette tenere note di voce-

mi fanno sognare il tepore

d’un abbraccio che porrà fine

a parole ribelli e a fuochi inclinati

e il volume dei baci.

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