Il macigno dei ricordi

Nel tuo volto dolce,

fra i raggi d’oro delle rosee aurore,

filtra nella chioma di sole

il macigno dei ricordi

di tempi andati di mille occasioni smarrite,

per stigmati d’avorio, di cogliere la tua stella.

Hai dita che assomigliano

a petali bianchi,

unghie di pittura iridescente che sembrano

pietre morbide su radici rosse-

danzerei insieme al tuo profumo

sotto un cielo gravido di pioggia verde.

Pioggia che su di noi cadrebbe perdutamente

ubriacandoci solo di felicità.

Ma tu celi le tue forme

che brucerebbero nella mia bocca

assetato come sono delle tue linee

ed è una valle ombrosa il tetto bagnato che ci fa da manto.

Le reti d’alto mare

non trattengono acqua d’oblio,

l’acqua dell’oceano e degli aghi sottili

custodisce i miei sogni più segreti-

mi amerai assopita sulla riva d’un’isola,

ti prego custodisci le mie mani tra i seni aguzzi.

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