Volando in punta di matita

Per questi giorni mesti

vane son le rose,

son solo bagliori impazziti

che attendono la tua stella;

una lingua repentina di fuoco

scende nell’estate sepolta.

Sarò marinaio padrone

della rete delle tue onde,

solcandole privo di quell’abito

ad intarsi d’oro che indosso

volando in punta di matita,

aprendo col pensiero lo scrigno

che custodisce i tuoi intimi segreti

e non concederà appello il mare

sconvolgendomi col martirio dell’amore.

Storia incisa nella sabbia,

storia senza coni d’ombra

che empie d’oro la cupola del mio regno.

Le mie note giungeranno a te

come una stilettata

perché la mia ragione sei tu,

figura di dea sulla terra.

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