IV

Sappi che t’amo d’amore della vastità del mare

anche se le mie parole sono ora solo ali silenziose

ma qui ogni alba s’innalza un cinguettio di merli

che cantano il tuo nome e i tuoi occhi di luce.

T’amo scivolando verso un orizzonte infinito

perché sei la bionda dea che m’ha donato

le chiavi d’una gioia ora solo nascosta in me,

un giorno grappolo d’immensità, stella a mezzogiorno.

Ti prego non lasciarmi in questo tunnel malefico

ma accendi, almeno, con le sottili note di canto della voce,

la luce recondita del mio cuore perso del tuo sorriso.

Sono come il gatto dalle sette vite,

ne ho invece mille per amarti sopra a questa terra azzurrata

e tu, in un alito di vento che ti scompiglierà i capelli, volgerai a me lo sguardo.

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