Primavera

Pur se distanti l’uno dall’altra

tutto ci unisce, tutto si riunirà.

Fai parte dell’eco delle crepe degli specchi

di questa stanza dalle mura di cartone;

la tua parte l’hai votata a me,

la mia te la consacro.

E’ un temporale che denuda i nervi nel silenzio

con alghe diamantate nel letto d’un fiume;

io amo il tuo geroglifico di carne.

Questa donna al sole, nel plenilunio

dall’alta fronte che irride.

Questa visione di relitti su marosi di polvere,

d’uccelli s’un albero nella notte muta.

Con un sorriso di cortesia

non m’asterrò dal salutare

il ventre di primavera

con un cenno fulmineo.

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