La luce di quell’estate

Nel cielo di sole di quell’estate

con le nubi dalla pronuncia d’oro,

serpeggiava nei tuoi capelli frumento

un incanto amoroso e così nel mio cuore

i cuoi battiti erano palpiti – contagiati

persino gli arenicoli dell’intera spiaggia.

E quella tua chioma per me era ruscello,

prima edera del mattino e quel sole

accendeva le nostre passioni, stella come te,

l’unica del mio emisfero, astro –

l’immobile fiamma a specchio nei tuoi occhi,

le pupille acqua dei miraggi nell’orizzonte della rena.

Di quell’estate ebbra di raggi, tu eri l’unica luce,

ogni bacio di sale apriva a me le porte delle stelle,

tu la vera scintilla fra le lenzuola e la farfalla,

innamorata ti libravi nell’aria

sotto il sorriso lunare, sino ai vapori del mattino.

Passeggiando mano nella mano

le nostre orme scivolavano sulla rena

in una scia di libertà.

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