Il giorno dei ciliegi

Giorno che s’innalza

con un’ala nell’alba

a te lo consacro;

giorno nato azzurro

nell’immobilità dei pioppi,

infinitesimi insetti sulla riva d’una foglia.

Giorno sorto rosato prima d’immergermi

nelle stelle, alghe ventose del lago della notte.

Per te, colomba dell’aurora, il giorno dei ciliegi.

E’ una risonanza di creta

volando sulle onde d’una lingua adamantina-

tocca spiagge abbacinanti.

Prendi questo giorno come una corolla d’acqua,

bevila con gli occhi,

spargi nel tuo sangue sì che t’infiammi

la medesima luce che c’illumina-

volo d’una freccia acuminata

fra cielo e terra.

Lo offro alle tue mani e ai capelli

come il papavero della mia anima scarlatta

perché ne faccia il tuo abito d’argento.

Coprimi nei tessuti stellati,

in quei campi con palpebre di ciglia asciutte.

M’assopirò dopo di te suonando note audaci.

13/01/2020

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