Più interminabile delle stelle

Carnale, dolce, innamorata in segreto

più interminabile delle stelle

in giorni ombrosi sorgi empiendo

il mio otre di maturo figlio del sole

di schegge di diamanti ambrati.

Riempi le mie notti di torti

di corpose coppe di vino,

notti scarlatte come un incendio.

A te caddi e avviluppati

c’immergemmo in lenzuola di seta

in cieli in cui brillava uno spicchio di luna:

volli stendermi con te pensoso

su di una sua pianura,

far l’amore in una macchia.

A te il pianoforte dei miei versi,

alle lunghe gambe profumate-

le divoro affamato con labbra,

vi entro assetato di saliscendi.

Aurore di pareti ornate di glicini,

d’amore attendendo crepuscoli insanguinati

in cui soffia un refolo della virtù del vento.

Passeggiando mano nella mano in litorali di rena

le nostre orme lasciano una scia di libertà,

rimiriamo i ciliegi dell’acqua costellata

e tutto arde d’azzurro, tu sei l’astro,

orbitiamo nella medesima traiettoria

come due rosse binarie.

Nell’acqua celeste i nostri sguardi

indovinano il potere dei baci nell’aria,

la chiave sottomarina.

14/01/2020

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