La medesima idea

Il verde dei prati

e l’azzurro del cielo

sono impazziti,

il paesaggio abbaglia

il nostro universo incolore,

i corpi assumono forma di fiamma.

Con mani ardite

lavoro il tuo sentore di rosa spenta

che smuove le zolle, il mondo rupestre

per vivere una notte non l’ultima

ma la prima senza tema,

fatica, ignoranza.

Notte senza pena, disgusto

d’una vita rosea scaturita

in questa primavera d’abbacinate farfalle.

Ascoltami bene:

le tue mani parlano e hanno il mio stesso colore

perché sei come i fili d’erba trapuntati di glicini.

Siamo la medesima idea proiettata negli scantinati del futuro.

25/4/2020

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