L’eco d’un canto

Si è corroso il paesaggio alpestre

in cui una coppia erotica sognava-

la brina sarà il sigillo del mare blu-

lei rideva dello sposalizio che desideravo

ma saranno nozze eterne come la luna

d’una vita invidiabile ed ammirata.

Maturità non sa quando saranno le praterie

tra futuri sorrisi tramutati in carezze-

gelosia degli altrui baci

ingloriosi solo per le altre donne

bruciavano solo di fuoco giallo

e trovavano chicchi d’aria.

Sarai nuda folgore,

ape nel mosto,

fra le braccia fremiti

di coralli di luce scarlatta

orlano le ginestre delle foreste

a primavera cespugli di neve si scioglieranno.

Il corpo di miele, i capelli corvini,

l’ampia fronte lucente

ti volgono ad una miniera di raggi dorati.

Quando nella rugiada del cielo

nell’alba il sole si leverà in drappi rossi

canterai con note musicali l’eco d’un canto.

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