Genova

Non appena ti lascio

sei nei palpiti del cuore

cristallina e tremante, inquieta,

come se le tue orbite si serrassero

sul dono d’amore che t’affido.

Incrociando gli occhi a Genova

assetati bevemmo tutta l’acqua, il sangue;

ci ritrovammo affamati e ci mordemmo ferite

così come arde la pietra focaia.

Attendimi, conservami la tua dolcezza.

Ti porgerò in dono una rosa muschiata.

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