Sino alle stelle

Con la mia pelle matura

fatta per la profondità del sole,

le mie braccia di quercia

d’equità simmetrica come una bilancia

di cui sei l’ago che sancisce il mio tempo,

sabbia di clessidra che fluisce in me.

Con la tua veste fucsia,

beneamata, giungi a me

tra fiori e frumento

in un’aurora di rinascita

pura nel sole o nella notte stellata

odorando d’ombra e gelsomini.

Sei come il giorno più lungo,

i tuoi fremiti fasciati di fuoco

non mi fanno alzar mai bandiera,

m’annodo assetato di baci

alla tua lingua in forma guerriera

figlia della farina e del cielo.

Che splendore le tue mani

con la pittura rossa delle unghie;

com’è profumata la tua chioma bionda;

i tuoi seni m’infondono un senso,

un palpito di libertà fisica;

i ragni del pube m’incendiano di desiderio.

Recherò con me la tua immagine

in anni di baci fissi, sino ad una messe di stelle.

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