Poesie de I sottili pensieri di canto, CTL Editore, Livorno 2019.

L’ALBA AZZURRA

Brilla uno spicchio di cielo
nella sera gravida di pioggia,
un raggio di luna intonaca la stanza
accarezza la seta della sua pelle,
il gomitolo di lenzuola il nostro vestito.

E’ una pioggia ad aghi di lacrime felici
rivivere la magia d’ogni crepuscolo in una stella.

Ebbra di baci,
nel sentore verde di quella pioggia,
ha bocca di rose – insegue la traiettoria del sole.

Le palpebre si dischiudono in un sorriso,

IL MARE DEL MIO CUORE

Il mare del mio cuore
è il blu del cielo a primavera
dove vola la farfalla innamorata:
lei si libra nell’azzurro –
fuoco di meraviglia i suoi occhi-
scolpiti nel cielo in rami accesi
d’un’antica passione, la loro tersa pronuncia azzurra.

I miei a lei si volgono accesi d’una stella,
illuminano quel mare d’una luce cangiante,
sono la loro verde isola di speranza,
l’immobile fiamma del cielo.

Nell’alba lei è il rosa d’ogni nuvola,
il primo raggio del mattino –
scintille d’ebano quegli occhi
ad appannare il sole del mezzogiorno.

AURORE DI TRECCE

Lasciami la fragranza di sale dei baci,
te che fosti il gladiolo selvaggio
d’ideali strappati alle stelle
in uno spleen di rassegnazione –
ora invece mimosa d’un verde prato fiorito
presso il frangersi infinito di onde.

E’ il suono dal timbro di cielo
dei tuoi capelli e dei baci salati
al giacere uniti sulla sabbia fine –
il bagnasciuga assomiglia al nostro amarci
in una rena d’amore, accarezzandoti
nel velo di timide e umide aurore di trecce.

SORRISO D’AURORA

E’ un aprirsi in un sorriso in quest’aurora,
persino i merli in festa s’uniscono, un cinguettio
tra i pioppi scende, noi calpestiamo un letto d’erba –
tra le foglie un grande aroma di rugiada si sparge –
nel cielo s’innalza la musica d’un arcobaleno,
vola e canta nel blu l’universo stellato dei pensieri.

Tra striature rosate di nubi tu sei l’oro del sole,
avvolta dapprima in cuscini di nebbia, poi sorriso,
la rosa che ha strappato al cielo l’ultima stella,
l’universo dei sentimenti acceso d’amore,
la pronuncia d’oro di nubi bagnate dai raggi, nella scintilla
lucente d’un arcobaleno blu, fuoco di meraviglia.

Tra i vapori di bruma, tu sei l’unica goccia di luce,
s’accende tra le costellazioni l’idea di te, angelo,
frutto d’ogni passione nata in un terreno di gramigna,
e d’incanto, per magia, verde prato fiorito d’ogni pensiero,
nella dolce ebbrezza di starti accanto, cogliere la tua luce –
due occhi i tuoi vivido specchio del pensiero, un accento luminoso.

Se i raggi bagnano l’orizzonte, tu della mia vita sei il chiarore,
il sole, l’unica fonte di luce, lo stagliarsi d’un arcobaleno,
l’iridescente fiamma dei poeti, scossi da un’emozione blu –
pennellando aurore sottili a venire. E’ l’accesa fiamma di te,
unico mio angelo, colto per magia in una sera purpurea –
ora verde prato, la vera cima stellata dei pensieri d’amore.

PALPEBRE DI STELLE

Ogni aurora è un ritrovarsi in un bacio,
sortire dal cappuccio d’ovatta dei sogni,
le membra stremate, palpebre di stelle semichiuse,
lo specchio d’ogni silenzio riflesso dal rosa del cielo,
sortendo dal vecchio portone, presso il giardino,
un sentiero d’armonia che si staglia fra nuvole di fiori.

Già, dopo la danza di brace, ammirando le tue gote
ancor rosse d’emozione, scivolata in un dolce sonno
nella notte silente mi racconto di te, dei tuoi sospiri,
della carezza dei tuoi capelli d’oro, del mare dei tuoi occhi,
dell’oceano di desideri dalle tue cosce bianche e snelle
rammentando l’ardere d’ogni tuo gesto in ogni movimento.

Ora che s’è levata un’alba di merli, fatica a piangere
la nuvola più grigia del cielo, buon auspicio
in ogni aurora a venire per le tue ciglia, per la pronuncia
del mare d’una vita da navigare sullo stesso ponte
veleggiando in un diario di pensieri, tracciati in graffi
scavano le nudità di te, le ombre e le scintille dell’anima.

Mantieni la promessa di dolce schermaglia d’eternità,
solo questo esige il mio cuore, l’onda d’un sentimento
sorto per magia tra i fiocchi poi nembo ed infine cielo.
Perché in ogni giornata è il lieto cantare d’una magia
ammirando la tua chioma, scrivendo del suo oro:
scatta nel vento di sole la treccia dei capelli frumento.

AL PRIMO RAGGIO D’ORO

Stamane, al primo raggio d’oro,

ho riempito di baci le tue guance

lambendo la tua dolce seta.

Ogni aurora dall’aria sottile

amo salutarti con una carezza delle mie labbra,

tu timida e confusa rispondi, rosse le gote tue.

Tra un bacio e l’altro l’inesprimibile nulla

come quando colsi il tuo fiore

in un crepuscolo velato da aghi di pioggia

fra trecce grigie e rosate di nubi

d’un cielo specchio dei nostri destini

in giorni dapprima tetri e bigi-

si snodarono nell’ansa dei nostri segreti

in drappi di pennellate che io davo

in grafemi al cielo dei desideri.

Tutto attendendo il primo bacio

profumato delle rose dell’aurora

dove felici ci saremmo ricongiunti

feriti d’amore dagli aghi di pino

o bagnati di passione da carezze di rugiada

rotolandoci innamorati nell’erba

e le sottili note di canto per te

son diventate la dolce storia

della lingua tramutata in favola d’amore

ora che m’appartieni come le stelle alla notte

e sei il velluto di terra su cui pongo le orme,

ogni boccata d’aria che respiro.

ONDE

Stanotte ti dedico due paragrafi di cielo

per narrare dello splendore della tua stella:

s’è azzurrata nei riflessi del crepuscolo dei giorni.

Neve a chiazze si spargeva tra i fili d’erba

ed io non mi posso scordar del tuo viso angelico,

bocciolo di rosa che m’hai strappato alla tristezza.

Subito sei stata la voce del silenzio giallo

che m’irrigava sgualcendo il lembo della malinconia…

…ora non parlare, lascia passare quel raggio segreto di luna.

Come se passassi attraverso la cruna d’un ago

subito diventasti il fuoco di meraviglia di quella neve

e nel cielo l’aquila che danzava negli squarci di sole.

Tu che hai rotto l’involucro di plastica di giorni identici

accendendo le pareti della stanza nel latte di cielo dell’inverno

chissà se già sognavi di me col capo reclinato sul cuscino?

Ti ringrazio per aver divelto il chiavistello della solitudine:

serrava un portone senza nome – con un gioco di sussurri

ora insieme alla eco dei tuoi gemiti accendono notti di brezza marina.

Noi siamo le onde che galoppano

fino ad essere una sola idea con la volta stellata.

SULLA NOSTRA PELLE VESTITA D’AMORE

Posso respirare
l’odore di stelle del mare
annusando il profumo di muschio della notte
sulla nostra pelle vestita d’amore.

Perdermi nella musica d’un arcobaleno
coricati accanto sul silenzio del bagnasciuga
intinto dei tuoi colori: giallo grano
come le trecce, ornato – come i nembi del cielo –
da un velo d’ebano come il mare dei tuoi occhi.

Voliamo sognanti nella fitta trama dei pensieri
in un’aurora di colori, accarezzati
dalla luce del sole, ascoltando i nostri sospiri:
sono sferzate di brezza
sulla nostra pelle vestita d’amore
mentre sei nuda tra le mie braccia
e hai un sorriso di madreperla, luccicante di desideri.

Nella sabbia persino gli arenicoli danzano di gioia,
lasciano scie di stupore le impronte dei nostri passi.

FIORE TRA STELLE

Colsi tra stelle il tuo fiore brunito,

m’accesi d’un arcobaleno di mare

in un sentiero ornato di rose,

gli altri fiori chini ad osservare-

il disco del sole per un attimo fermo,

nella notte la luna d’azzurro d’un accentuato sorriso.